Elisabetta Sgarbi ha fondato una nuova casa editrice

(photocredit: mymovies)

 

Le discussioni sul caso Mondazzoli hanno monopolizzato le pagine dei giornali nei giorni caldi in cui il titano editoriale ha preso ufficialmente forma, poi lentamente abbiamo smesso di parlarne, arrendendoci. In questi giorni, però, un'indiscrezione potrebbe riaccendere la luce sull'argomento. Stando a una notizia senza ancora conferme o smentite ufficiali, Elisabetta Sgarbi sarebbe pronta a fondare una nuova casa editrice, abbandonando gli sposi Mondadori e Rcs Libri subito dopo le nozze. 

Sulla stampa nazionale non c'è stata grande eco, forse proprio perché prevale ancora una doverosa cautela, ma se le cose stanno come riportano Lettera 43 e Luca Boschi sul Sole24ore si tratterebbe di uno sganciamento di non poco rilievo. La Sgarbi fu una delle prime a manifestare il proprio malessere di fronte all'acquisto dei marchi di Rcs Libri da parte di Mondadori e proprio attorno a Umberto Eco e a diversi altri autori Bompiani si radunò il nucleo che firmò un manifesto di opposizione alla manovra. Sappiamo che ciò non è servito a impedire la formazione di Mondazzoli, ma la formazione di Mondazzoli non ha impedito ad Archinto e ad Adelphi di tirarsi fuori, ridiventando indipendenti. 

Be', anche la Sgarbi, che di Bompiani è la direttrice editoriale, ha provato a rilevare la casa editrice, ma non c'è riuscita. L'unica possibilità per affrancarsi dal colosso guidato da Berlusconi è dunque la costituzione di un nuovo marchio editoriale in cui l'editrice sarebbe affiancata da Jean Claude Fasquelle, direttore generale delle edizioni Grasset & Fasquelle, che pubblicano Umberto Eco in Francia. Finora è solo un sospetto, ma non è da escludere nemmeno un clamoroso passaggio dell'autore del Nome della rosa al nuovo editore. Potrebbe essere della partita anche Frida Sciolla, capo ufficio stampa di Bompiani.

È soltanto un'ipotesi, ma certo si tratterebbe di una bella grana per Mondazzoli, che dopo Adelphi rischierebbe di perdere un autore storico e di primo livello, indiscusso pezzo da novanta di casa Bompiani. E chissà che non ci siano già altre firme disposte a seguirlo per dare forma al catalogo della nuova creatura della coppia Sgarbi-Fasquelle, magari proprio alcune di quelle presenti nel famoso manifesto, tra cui si ricordano (solo per limitarci agli autori Bompiani): Pietrangelo Buttafuoco, Mauro Covacich, Michael Cunningham, Sandro Veronesi, Antonio Scurati, Edoardo Nesi, Susanna Tamaro, Thomas Piketty, Aldo Nove, Carmen Moravia. 

 

AGGIORNAMENTO

Ora c'è l'ufficialità. Elisabetta Sgarbi si è dimessa dalla direzione della Bompiani e ha lanciato un nuovo marchio editoriale. Si chiamerà La Nave di Teseo, un nome che, a parere di chi scrive, non è azzeccatissimo e dà l'idea di un editore di libri illustrati per bambini (ma le alternative rivelate da Mario Andreose su Repubblica non erano granché convincenti). C'è il rimando a Plutarco e alla nave che pur cambiando tutti i propri pezzi rimase uguale a se stessa ed è di fatto tutta l'iniziativa a essere proposta dai suoi protagonisti sotto una luce d'avventura e di follia. Così, come accaduto già con Calasso e la Adelphi, la Sgarbi e il suo equipaggio diventano i paladini di un'editoria fatta con gli ideali, anziché con i numeri. Viene confermata la presenza di Umberto Eco (che finanzia il progetto con due milioni) e di Jean-Claude Fasquelle, ma tra i finanziatori c'è anche l'imprenditore-scrittore Guido Maria Brera. Fanno poi parte del gruppo: Sandro Veronesi, Edoardo Nesi, Sergio Claudio Perroni, Hanif Kureishi, Nuccio Ordine, Carmen Pellegrino, Pietrangelo Buttafuoco, Mauro Covacich, Michael Cunningham, Viola di Grado, Lidia Ravera, Vittorio Sgarbi, Susanna Tamaro.

La Nave di Teseo comincerà a pubblicare dal prossimo maggio e la Sgarbi assicura di portare in libreria 51 titoli entro la fine del 2016. Lo strappo da Mondazzoli è forte e fa chiaramente perno su una presa di posizione ideologica, quanto meno dal punto di vista editoriale («Non è contro Berlusconi che ce ne andiamo. Ed Elisabetta l’ha detto chiaro a Marina. Se il mega proprietario fosse Nichi Vendola o Fausto Bertinotti per noi non cambierebbe nulla»). Certo, se da una parte ci si oppone a un accentramento, dall'altra, per quanto riguarda la promozione e la distribuzione, non si disdegnano i servizi di PDE-Messaggerie, altro mastodontico caso italiano di monopolio, il che è forse contraddittorio in un progetto che non manca di sottolineare il proprio bisogno di indipendenza dalle concentrazioni. Dispiace inoltre che un editore storico come Bompiani finisca per assomigliare a uno di quegli appartamenti svuotati in fretta e in furia quando le coppie si lasciano e uno dei due raccoglie le proprie cose e poi piange in ascensore dicendosi che era la cosa giusta da fare. Insomma, fin dall'inizio il matrimonio Mondadori-RCS si presentava come un disastro annunciato, ma chi poteva evitarlo non lo ha evitato, e ora si piange sul latte versato. Ma non c'è senso tragico, c'è solo amarezza e fastidio. Alla Nave di Teseo e al suo equipaggio presente e futuro, però, non ci resta che dire in bocca al lupo, o forse è il caso di augurare un più marinaresco buon vento

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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