Ellroy e Fincher insieme per una serie tv

Nel mondo americano, il 2014 si chiude con l'annuncio di un interessante connubio televisivo-letterario che ha entusiasmato i fan della crime fiction e, più in generale, i divoratori di serie tv. 
Pare infatti che lo scrittore statunitense James Ellroy, conosciuto dai più proprio per i suoi romanzi polizieschi gravitanti intorno alla città di Los Angeles, e il regista David Fincher (Fight Club, giusto per citare un titolo) abbiano deciso di unirsi per realizzare insieme una nuova serie dal titolo Shakedown

Ben poco si conosce ancora dei dettagli, a parte che sarà trasmessa dal canale HBO e racconterà le vicende di Fred Otash, un poliziotto realmente esistito e che i lettori di Ellroy ricorderanno di aver già incontrato nella trilogia Underworld USA, ambientate nella Hollywood degli anni Cinquanta. 
Insomma, una materia in pieno stile Ellroy, soprattutto se si considera che non è la prima volta che il suo lavoro ha a che fare con il grande schermo: ben due romanzi della cosiddetta “Tetralogia di Los Angeles” – Dalia nera e L.A. Confidential, che non a caso rappresenta il modello di riferimento di questa nuova produzione – hanno destato l'interesse di cineasti del calibro di Brian De Palma (The Black Dahlia) e Curtis Hanson. In questo caso, è chiaro, l'autore vestirà ufficialmente i panni di sceneggiatore, ruolo peraltro già ricoperto in precedenza, con a fianco un Fincher desideroso di animare gli scenari caratteristici della sua narrativa, rispettandone lo spirito. 

Del resto, questo matrimonio s'avea da fare: prima dell'intervento di De Palma, infatti, i due avevano già rischiato di lavorare insieme proprio all'adattamento televisivo di Black Dahlia, progetto poi accantonato a favore del lungometraggio. 
Non ci sono ancora indiscrezioni in merito alla scelta del cast, ma Fincher, si sa, è un uomo pieno di sorprese, ed è legittimo confidare nel fatto che saprà mettere a frutto questa collaborazione ritrovata.

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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