Finché morte non vi separi

I giorni del trapasso da ottobre a novembre sono quelli che sono, scivolano tra notte delle streghe e degli zombie e commemorazioni dei defunti… Le notizie spiritose, brillanti, stimolanti ed intriganti le conserviamo per altre e più gaie occasioni. Oggi tocca a questa cosa qua: alla libreria capace di trasformarsi in cassa da morto, la bara, la casa dell’eterno riposo o come accidenti preferite chiamarla. Chi l’ha pensata (per la precisione un’agenzia di pompe funebri di Utrecht) l’ha battezzata Ibis, ed è – fino all’occorrenza – una normale libreria angolare, non molto diversa da quella (quelle) che tutti noi abbiamo in casa. 

La mettete dove volete: in salotto, nello studio, nell’ingresso (come a casa mia, tanto per far capire a chi viene a trovarmi in che razza di posto si sta cacciando…). Naturalmente, sui suoi scaffali ci disponete tutti i vostri libri preferiti, li sfogliate, li leggete e se lo fate siete certi che respirate ancora. Il bello viene dopo, quando arriverà il vostro momento (qui ogni gesto apotropaico è ammesso). Allora la chiudete (cioè, non voi-voi chiaramente, darete l’incarico a qualcuno, lo lascerete scritto nel testamento, insomma ci siamo capiti…) e ve la portate nell’ultimo viaggio. O, per essere più precisi, sarà lei ad accompagnare voi.

Hans Rademaker, l’ideatore di questa book-coffin ha detto:

«La morte deve essere intesa, come la nascita, come una parte importante della vita. Ho costruito questa bara perché deve diventare più facile parlare della morte e integrarla nella vita. La morte non viene dopo la vita, appartiene alla vita. Bisognerebbe poterne discutere in modo naturale e non forzato, come si parla di chi aspetta un bambino, cresce dei figli o delle proprie relazioni sentimentali».

Come si parla di libri e di letteratura, potremmo aggiungere, considerando il mezzo scelto per mitigare un argomento di per sé poco piacevole da affrontare. C’è una cosa, tuttavia, che mi rimane poco chiara: se è necessario togliere gli scaffali per far posto al… ehm… corpo, che fine faranno dopo tutti i nostri amati libri? Perché così si resta sì legati per sempre al loro contenitore materiale, ma magari sarebbe stato meglio trovare il modo per tenere con noi in eterno il contenuto spirituale.   

Sara Minervini

Chi sono? Sono una lettrice. Che faccio? Leggo. E come vivo? Vivo.

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