Foreste che crescono: il Premio Sinbad celebra l’editoria indipendente

Viva, viva l'editoria indipendente. Visti i mala tempora che currunt, nei quali monopoli editoriali si spartiscono torte sempre più striminzite, frotte di finti recensori portano alla gloria libri irrilevanti ed Elena Ferrante continua a far parlare di sé, ben vengano i piccoli editori, quelli che, prima di sopravvivere sulla pelle dei libri, di libri ci vivono. È infatti all'impegno congiunto di alcune delle realtà più interessanti dell'editoria indipendente italiana che dobbiamo questa nuova iniziativa del Premio Sinbad, del quale sono stati annunciati i finalisti giusto ieri, il 21 ottobre.

Il Premio Sinbad nasce sotto il patrocinio della regione Puglia dalla collaborazione di alcune delle case editrici più attive del panorama anarco-editoriale italiano insieme all'Osservatorio Editori Indipendenti e all'Associazione Pugliese Editori. Con questo nuovo premio (che infatti è soltanto alla sua prima edizione) i tipi editoriali e non di Elliot, minimum fax, nottetempo, laNuovafrontiera, Il Saggiatore, Iperborea e 66thand2nd si sono proposti di «portare alla luce il lavoro di cura e di ricerca che svolge l’editoria indipendente, e dare visibilità alla ricchezza e alla varietà di un’offerta letteraria pressoché invisibile nell’ambito dei grandi premi nazionali».

Dopo una iniziale cernita fatta tra gli 89 testi proposti dagli editori e affidati al giudizio democratico di tre biblioteche, tre librerie indipendenti, tre circoli di lettura e tre blog letterari, la giuria del premio Sinbad ha selezionato fra una rosa di dieci romanzi italiani e dieci romanzi stranieri le terne dei finalisti. La selezione dei giurati, fra i quali spiccano i nomi di Michela Murgia, Michele Mari, Nicola Lagioia e Marcello Fois, è senza dubbio interessante: fra gli italiani abbiamo Beatrice Masini con La cena del cuore. Tredici parole per Emily Dickinson (rueBallu), Tommaso Pincio con Panorama (NNE) e Eugenio Vendemiale con La festa è finita (Caratteri Mobili); fra gli stranieri ci sono invece Sorj Chalandon con Chiederò perdono ai sogni (traduzione di Silvia Turato per Keller editore), Annie Ernaux con Gli anni (traduzione di Lorenzo Flabbi per L’Orma Editore) e Miriam Toews con I miei piccoli dispiaceri (traduzione di Maurizia Balmelli per Marcos y Marcos).

La premiazione delle sezione italiana e di quella straniera del premio avrà luogo al Teatro Margherita di Bari fra venerdì 20 e sabato 21 novembre. In queste occasioni la giuria discuterà delle proprie scelte di fronte alla platea del teatro, fino ad arrivare all’elezione dei due vincitori, che riceveranno ciascuno un premio in denaro di 4.000 euro. La premiazione però non sarà fine a se stessa, giacché l'evento farà da apripista al Festival degli editori indipendenti che si terrà sempre nella città di Bari, insieme ad una bella mostra mercato, nel mese di novembre (dal 20 al 22).

Se i libri fossero alberi, questo sarebbe il rumore di una foresta che cresce.

Lorenzo Andolfatto

Sono lettore, traduttore, interprete e studiante. Mi occupo di cose cinesi nelle ore di lavoro, e di cose letterarie perlopiù americane nel tempo libero. Non sono ancora diventato musica da ascensore.

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