Foto di donne nei libri scolastici: la prima volta dell’Arabia Saudita

Immaginate, su un libro scolastico, la fotografia di un’infermiera intenta a preparare un’iniezione. Sotto, l’esercizio: analizzare la percentuale dell’occupazione femminile e le modalità con cui la stessa si è evoluta nel tempo; confrontarla con quella maschile.
Niente di strano, vero?
Non per noi.

Per i ragazzi e le ragazze che studiano in Arabia Saudita, invece, questa immagine rappresenta una vera e propria novità.

Per la prima volta dal 1926 (anno di creazione del sistema scolastico saudita) sono state inserite sui libri scolastici fotografie che ritraggono donne. A farcelo sapere è il quotidiano al-Hayat, secondo il quale si tratta di un’innovazione riservata ai volumi di inglese della scuola superiore pubblica. Le fotografie non costituiscono l'unico cambiamento nel curriculum inglese, che dedica ampio spazio alle ragazze e al loro ruolo nel mondo dell’educazione e del lavoro. È però un’iniziativa sperimentale. La speranza è che, alla fine dell’anno scolastico, arrivi l’autorizzazione a continuare su questa linea.

Le donne protagoniste di queste immagini sono sempre velate, ma siamo comunque di fronte a un bel passo avanti considerando che, finora, le donne potevano essere raffigurate solo attraverso disegni. E non solo nei libri scolastici.
Chi di noi non ricorda la bufera mediatica (e non) scoppiata pochi mesi fa quando, proprio in Arabia Saudita, è stato distribuito il nuovo catalogo Ikea modificato ad hoc così da eliminare tutte le modelle dalle foto?
E non dimentichiamo che risale a una ventina di giorni fa il riconoscimento, per le donne saudite, del diritto di inserire la propria foto sui documenti di identità.

Perciò, sebbene l’infermiera della foto descritta all’inizio dell’articolo porti foulard e mascherina e su un manuale di terza superiore la foto di una ragazza senza velo intenta a lavorare in un laboratorio sia stata modificata affinché il viso fosse coperto, stiamo comunque assistendo a una svolta.
E se è vero che il rispetto si impara sui banchi di scuola e che l’educazione rende liberi, forse questo è solo l’inizio.

Valentina Simoni

Una laurea in giurisprudenza, ma da grande voglio fare la coccolatrice di akita. Dico cose che non dovrei dire. Scrivo cose che non dovrei scrivere. Leggo cose che non dovrei leggere. Feticista della grammatica italiana e lettrice compulsiva, bookaholic senza speranze, divoratrice di serie tv. Nel tempo libero ascolto musica classica, imparo a suonare chitarra e pianoforte e gioco a riordinare la mia libreria.

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