Francia, il ministro della Cultura non legge libri: Modiano chi?

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Sai chi ha vinto il Nobel per la Letteratura? No. Patrick Modiano! Ah. E chi è? Questo scambio di battute ha accomunato un bel po' di persone in tutto il mondo. Tranquilli, Modiano lo conoscono in pochi e non conoscerlo non è mica un reato. Figuratevi che non lo conosce nemmeno il ministro della Cultura francese, Fleur Pellerin. No, aspetta, che vuol dire che non lo conosce neanche lei? Sì, non lo conosce proprio, e non legge un libro da due anni. 

Premessa: facciamo poco gli splendidi. La tentazione di mettersi qui a sbeffeggiare la ministra è tanta, perché è pieno di intellettualoni da Twitter che ora cinguetteranno col loro solito fare spiritoso, dimenticando che abbiamo ben poco da fare gli spiritosi, noi. Certo, noi possiamo vantare un ministro della Cultura come Dario Franceschini, fresco fresco di ammissione tra gli Amici della Domenica del Premio Strega nonché indimenticabile romanziere (il suo Nelle vene quell'acqua d'argento in Francia lo ha pubblicato Gallimard, mica Pizza&Fichi Edizioni). E come dimenticare il suo predecessore, il poeta Sandro Bondi? Nonostante questo vistoso vantaggio, è meglio se evitiamo di prendere troppo in giro la ministra d'Oltralpe.

Quarantunenne di origini sudcoreane, Fleur Pellerin ha fatto sbarrare gli occhi a tutta la Francia quando ha rivelato in un'intervista a Canal+ che non legge libri da due anni. La scusa? Quella di tutti. Ho poco tempo, faccio un sacco di altre cose. Almeno non ha detto che costano troppo. Il fatto è che, come se non bastasse, la bella Fleur ha anche ammesso di non conoscere Patrick Modiano, il novello Premio Nobel che ha tanto, e giustamente, inorgoglito i francesi. L'intervistatrice le ha infatti elencato qualche titolo dell'autore, chiedendole quale fosse il suo preferito, e la ministra ha detto che non ne conosceva nessuno. Però ci ha pranzato insieme, con Modiano, quindi magari ci saprebbe dire cosa gli piace da mangiare e se fa rumore quando mastica. 

Battute a parte, quali sono state le reazioni? Lo scrittore Tahar Ben Jelloun ha detto «È triste, mi fa pena» mentre Bernard Pivot, presidente dell'Académie Goncourt, dice che la Pellerin non deve essere condannata, perché se non hai letto Modiano (come la maggior parte delle persone di questo mondo) non significa che non sei in grado di fare il Ministro della Cultura. Ora ovviamente l'opinione pubblica a la rete sono divise tra chi dice est inacceptable e chi invece non vuole fare drammi e anzi apprezza l'onestà della ministra. La Pellerin fu da subito protagonista al momento della formazione del governo Ayrault, quando si presentò all'Eliseo in minigonna attirando su di sé domande tipo: Ti hanno eletta perché hai delle belle gambe o perché sei competente? E lì la ministra rispose con grande calma, mentre le femministe francesi si imbufalivano contro il giornalista misogino. Un vestito corto delle volte può fare la differenza: può essere usato da chi vuole sostenerti come il simbolo di una nuova politica giovane, capace e piacevole anche da guardare, ma all'occorrenza può diventare l'argomento di chi, al grido di l'avevo detto, non esita ora a dire che una tipa così è la classica belloccia che non capisce niente e non legge una mazza. Le vie del pregiudizio sono infinite, da una parte e dall'altra. 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

2 Commenti
  1. Il problema non è quello di non conoscere Modiano, ma quello di non leggere neanche i giornali. E questo, da un Ministro della Cultura non si può accettare.