Gabriel García Márquez non può più scrivere

photocredit: guardian.co.uk

Vi ricordate quando, nemmeno un mese fa, vi avevamo detto che era molto malato? Se prima potevamo avere ancora qualche dubbio, cedere alla tentazione di liquidare la fonte come inattendibile o illuderci che fosse una bufala (su Twitter, meno di due mesi fa, qualcuno lo dava addirittura per morto), adesso è molto più difficile costruirci realtà alternative perché la conferma arriva da suo fratello.
 
Gabriel García Márquez soffre di demenza senile e non può più scrivere. Questo è quanto, condensato in poche parole, ha detto Jamie, fratello di Gabriel e capo della fondazione del New Journalism Ibero-Americano, agli studenti di Cartagena, in Colombia. “Ha problemi di memoria. Qualche volta piango perché sento che lo sto perdendo,” ha affermato.
 
Lo scrittore colombiano, oggi ottantacinquenne, ha vinto nel 1982 il premio Nobel e i suoi romanzi, come Cent’anni di solitudine e L’amore ai tempi del colera, sono assurti da tempo allo status di classici contemporanei.
 
Gabi, così lo chiama affettuosamente suo fratello, combatte una lunga battaglia contro il cancro dal 1999 ed è probabilmente questa la causa che ha accelerato il suo declino mentale.
“La demenza è diffusa nella nostra famiglia, quindi ne sta subendo i danni prematuramente a causa del cancro che lo ha portato quasi in punto di morte,” ha detto mestamente. “La chemio ha salvato la sua vita, ma ha anche distrutto molti neuroni e accelerato il corso della malattia. Ma Gabi ha ancora la gioia e l’entusiasmo che ha sempre avuto.”
 
Jaime ha rivelato che ha provato a mantenere la condizione del fratello segreta, ma è stato obbligato a fare questo annuncio in seguito al trambusto generato su internet dalle speculazioni sulle sue condizioni di salute.
 
È un vero dramma che suo fratello non sarà in grado di scrivere la seconda parte della sua autobiografia, Vivere per raccontarla (la prima parte è uscita nel 2002). “Sfortunatamente credo che non sia possibile, ma spero di sbagliarmi,” conclude Jamie. Ma stavolta le speranze sono minime. Non scrive più da quando ha finito il suo ultimo romanzo, Memoria delle mie puttane tristi, sette anni fa.
 

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

4 Commenti