Palermo-Londra andata e ritorno: per il Gattopardo remake made in UK

Se c'è un libro che ha tanti fedeli quanti ne ha la Bibbia, mi sa che quello è Il Gattopardo. Conosco parecchia gente che cita a memoria le massime del principe Fabrizio di Salina ("Noi fummo il sale della terra…"), e altrettanta che non riesce a smettere di sognarsi Angelica. Non parliamo poi dei malati (come me), che ogni due mesi rileggono quella sorta di spin-off che è il racconto La sirena, in cui la voce narrante è un erede decaduto dell'indimenticabile principe. Ritratto di un'epoca e di una terra, che poi è la mia, che è rimasta per molti versi affezionata, forse incantata, a quel tempo lì, quello dell'Unità d'Italia, quando s'è vista cambiare il mondo sotto il naso, e non ha saputo opporre che un'alzata di spalle. «Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi»: una cosa che tre quarti dei siciliani, pure oggi, se la potrebbe tatuare addosso. Quanto sia la metafora di questo posto non si può spiegare, va accettato come un mistero della fede, per aggirare l'ostacolo di conseguenza. Il libro non è nuovo, ovviamente, uscì postumo nel 1958 (per Feltrinelli, se non ricordo male, e dopo diversi rifiuti editoriali), né nuovo è il film che Luchino Visconti ne trasse nel 1963, ma noi siamo così: ci affezioniamo.

Ora, dato che la sorte stessa due risate sull'ovvio ogni tanto se le fa, sta succedendo che tutto vuole cambiare, proprio perché così come era andava troppo bene. E siccome di Burt Lancaster – l'unico uomo al mondo in grado di far dimenticare che nello stesso film recitava un certo Alain Delon – ci eravamo già innamorate in troppe, dal 1963 a oggi, e di Claudia Cardinale ancora di più, per timore che la perfezione completa andasse troppo bene, qualcuno s'è fatto venire in mente l'idea di rimetterci mano.

L'idea è venuta al produttore inglese Demian Gregory che, stando a quanto riporta Variety, ha acquistato i diritti esclusivi non del libro ma di alcuni inediti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ritrovati recentemente nelle tenute dell'autore. Il titolo del progetto è, allo stato attuale, "The Last Leopard" e, ha detto al Corriere Giocchino Lanza Tomasi, erede dello scrittore, dovrebbe essere un progetto diverso: «Gregory  – rimane vago l'erede – mi ha proposto di partecipare come consulente alla sceneggiatura, vuole fare un film sulla vita di Tomasi di Lampedusa e naturalmente si parlerà anche del Gattopardo, perché fa parte appunto della vita dell'autore. Poi saranno utilizzati anche degli epistolari e materiali che possono raccontarne meglio la biografia. Ma il progetto non è ancora chiuso». Quello che dovrebbe essere girato a Palermo, dunque, non sarebbe propriamente un remake ma qualcosa di simile, una sorta di omaggio all'autore con incursioni sporadiche nella biografia e nella sua opera più celebre, secondo il produttore, che ha acquistato anche "i diritti televisivi, inclusi quelli per trarne una serie". Una neanche tanto celata operazione-facilità se la guardi con altri occhi. Occhi più disincantati i nostri, probabilmente. Ma che in un certo senso ci vedono bene, se ciò che vedono è lo stesso panorama che sta davanti agli occhi – spettacolari, sempre – di Claudia Cardinale, che nel film di Visconti fu una splendida Angelica. Hai voglia a dire che il progetto è diverso, e che si tratta di una biografia più che di una trasposizione cinematografica di un libro che già è stato trasposto a suo tempo: il succo è uno, ed è chiaro. Possiamo storcere il naso, io e Claudia, ma continuare a spremere lo stesso limone – per restare in tema con la metafora siciliana – non necessariamente è una cattiva idea: quando un classico si cristallizza come tale, diventa patrimonio di tutti, e tutti possono rileggerlo a proprio modo, proponendone nuove versioni e nuove vite, all'infinito. Mille versioni si sono fatte e si faranno di Antigone, e altre mille di Macbeth, e lo stesso destino toccherà all'ultimo dei grandi classici del secolo appena passato. Perché l'originale, semplicemente, è inscalfibile., ancorché inarrivabile E però quanto ci piaceva, a noi, quando tutto rimaneva com'era. Ora trovatelo, un altro Burt Lancaster.

Amelia Cartia

M'innamoro di tutto. Parlo troppo, scrivo tanto, leggo un po', dubito di tutto, sbaglio spesso, mi perdo sempre e poi ritento. Cambio strada ad ogni passo, e cambio indirizzo più spesso che posso. Se la vita è un viaggio, sono abbastanza certa d'essere viva.

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