Gli infermieri-bibliotecari di Tucson

Daniel Lopez è un infermiere che presta servizio ogni giorno presso la biblioteca pubblica di Tucson: controlla i livelli dei diabetici, misura la pressione, distribuisce preservativi e interviene durante emergenze mediche di vario tipo.

Se lui, come altri quattro colleghi, lavora in una biblioteca e non in un ospedale non è perchè i lettori, e in particolare quelli di Tucson, siano più soggetti ad attacchi cardiaci rispetto a chi dai libri si tiene a debita distanza, anzi, mai come in questo caso si può affermare che leggere fa un gran bene.

Come riportato dall'Arizona Daily Star, Lopez fa parte di un programma speciale della Contea di Pima, Arizona, ideato per rispondere ai bisogni impellenti di un numero crescente di persone senzatetto, senza assicurazione e assistenza sanitaria né accesso a internet che ogni giorno entrano in biblioteca per accedere alle informazioni, ma soprattutto per trovare riparo e protezione.

«Ci mettiamo al servizio di tutta la popolazione, e una parte di essa ha bisogni specifici. Fa parte del servizio pubblico.» spiega Marcia Warner, ex presidente della Public Library Association, una divisione della  American Library Association.

Altre biblioteche in passato hanno avviato programmi per permettere a tutti un accesso equo alle informazioni, ma quella di Tucson è la prima in assoluto ad aver pensato a un servizio infermieristico.

Tra chi usufruisce del servizio ci sono senzatetto, tossicodipendenti, persone con malattie mentali, ragazze madri, disoccupati, in generale chiunque non si possa permettere un'assicurazione sanitaria e necessiti quindi di aiuto e orientamento.

Gli infermieri come Daniel Lopez soccorrono in caso di crisi di astinenza, medicano ferite più o meno gravi, ma soprattutto educano le persone a prendersi cura di se stesse.

«È un nuovo modo di pensare» dice Warner «Eravamo abituati a dare informazioni, ma finora non ci eravamo mai assicurati che le persone ricevessero l'aiuto di cui avevano bisogno».

Che una biblioteca si debba sostituire al servizio sanitario è indice della gravità della situazione negli Stati Uniti, e forse quella degli infermieri-bibliotecari non è una soluzione ideale, ma è anche vero che prima di nutrire la mente, è necessario pensare al corpo.

 

Viviana Lisanti

 

 

 

 

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