Ci sono voluti quasi 60 anni, ma finalmente lo scrittore Dalton Trumbo avrà il suo legittimo posto tra i credit del film capolavoro di William Wyler, Vacanze romane. Sì, quello in cui la principessa Audrey Hepburn e il giornalista in erba Gregory Pack gironzolano per una Roma incantevole a bordo della mitica Vespa.
Trumbo, infatti, non solo fu l'ideatore del film (che vinse il premio Oscar nel 1954 come miglior soggetto), ma scrisse anche la sceneggiatura insieme a Ian McLellan Hunter e John Dighton. Malauguratamente per tutti questi anni il suo nome non è mai comparso tra gli sceneggiatori del film perché confinato nella lista nera del senatore McCarthy, la famosa Hollywood Ten, in compagnia di altri scrittori, registi e attori che si rifiutarono di comparire al cospetto del Comitato per le attività anti-americane per ammettere le presunte influenze del Comunismo nel cinema.
Chiuso in prigione e perseguitato, Dalton Trumbo continuò a scrivere dietro pseudonimo, sfornandoe soggetti e sceneggiature grazie alla solidarietà di scrittori che gli fecero da prestanome.
Fortuna che il figlio, Christopher Trumbo, scrittore anche lui, prima di morire nel 2010 ha chiesto ufficialmente al sindacato degli autori statunitensi di restituire al padre ciò che gli spettava di diritto da oltre mezzo secolo. Il riconoscimento ora è finalmente arrivato, servito su un piatto succulento di scuse e rammarico.
All's well that ends well.
Francesca Giannone






