Harris’s List: il sesso in più di 50 sfumature

Certo non avrete potuto ignorare che, dopo un annetto in cui sembrava che i bollori si fossero placati, le tonalità più famose del mondo sono tornate a far parlare di sé, ché neanche quando Picasso ultimò il Violino e Guernica si era sentita così tanta gente discutere di sfumature di grigio. Ma, tra un sospiro e una frustatina, ormai la faccenda è trita e ritrita, e al lettore curioso e birichino le prodezze di Anastasia e il Grigio non bastano più. È ora di qualcosa di oltre, e per fortuna che siete capitati su questa news!

Si dà infatti il caso che proprio qualche giorno fa la Wellcome Collection di Londra abbia acquistato per la sua biblioteca due edizioni originali della Harris’s List of Covent Garden Ladies, una guida settecentesca ai piaceri, neanche tanto nascosti e proibiti, della Londra georgiana. I libriccini rivestiti di pelle che saranno ospitati dalla collezione sono due esemplari delle almeno 250.000 copie vendute nel corso degli oltre trent’anni in cui la guida venne pubblicata. La prima uscita fu nel 1757, ma poi, come ogni guida che si rispetti, il contenuto dev’essere aggiornato per le esigenze pratiche di chi lo consulta, e perciò la Harris’s List comparve di anno in anno, rinnovata, fino al 1795.

Sì, ma guida a cosa? Per l’appunto alle ladies di Covent Garden, le prostitute che esercitavano nel quartiere dove era permesso di tutto, descritte – anche piuttosto nel dettaglio e a volte con metafore eloquenti – nelle loro caratteristiche fisiche, attitudini, abitudini e specialità. Oltre a queste informazioni più “d’atmosfera”, venivano ovviamente forniti dati pratici come l’indirizzo delle signore e il loro tariffario, mentre i nomi erano celati dietro asterischi. E come tutte le guide utili e gettonate, anche la Harris’s List aveva degli imitatori, e infatti le due copie che entreranno nella Wellcome Collection presentano il facsimile della firma di Harris sul frontespizio.

Chi era dunque l’autore di tali bestseller, che, secondo Richard Aspin, lo studioso che ha concluso l’acquisto, non sono affatto opere di fantasia? Per lo più si tende a identificare il compilatore della Harris’s List, o almeno di alcune edizioni, con il poeta irlandese Samuel Derrick, giunto a Londra per inseguire una carriera da attore. Il materiale gli fu probabilmente fornito da Jack Harris, un magnaccia che lavorava in un locale di Covent Garden, da cui prenderebbe il nome la guida. Guida che di certo non era solo oggetto di qualche sfogliatina distratta in poltrona, ma veniva seguita meticolosamente: ne sono testimoni gli appunti e i segni a matita aggiunti sui margini delle pagine.

Vi state già precipitando a vendere su e-Bay le copie delle sfumature per pagarvi un volo low cost con destinazione Londra? Purtroppo la brutta notizia è che le copie della Wellcome Collection non saranno esposte al pubblico per motivi di conservazione. Quella bella, invece, è che le trovate qui in formato digitale e gratis.

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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