I 100 scrittori viventi più importanti di New York

Io, scrollando la lista, ho pensato a una cosa: New York, checché se ne dica, è ancora la città letteraria per eccellenza, e se mi chiedessero Dove vorresti vivere?, sento così gravi i chili di bibliografia delilliana sulle spalle che non potrei rispondere in altro modo. Il mio immaginario è irrevocabilmente compromesso e ci vorrebbe, quantomeno per convincermi che potrei cambiare idea, non so, un DeLillé a Parigi, un DeLilloskij a San Pitetroburgo o un MacLillo a Edimburgo (che ora dicono sia una città con grandi ambizioni artistiche). Non mancano città che hanno attentato al trono della Grande Mela e che, stando alle classifiche e alle mode del momento, l’hanno pure detronizzata (tipo Edimburgo). Ma leggendo i 100 nomi dei più importanti scrittori americani viventi, e sottolineo viventi, perché se aggiungessimo anche quelli non viventi o addirittura morti allora addio, New York diventa (o si conferma) la fucina della migliore letteratura contemporanea. È pure vero che sono 8 milioni di abitanti e Edimburgo, per fare un nome, quanta letteratura può sfornare, stando a parametri puramente quantitativi? Comunque, problemi da demografi.

I nomi non li spoilero e vi invito a curiosare cliccando su next per novantanove volte, ne vale la pena. Per ragioni geo-editoriali, noi italiani siamo esclusi da una grossa porzione di letteratura qui presente e molti autori hanno nomi tutto fuorché familiari. Inoltre, scrittori che da noi hanno riscosso successo non è detto che negli USA abbiano avuto la stessa sorte favorevole o che abbiano conquistato semplicemente uno spazio in classifica. Mi viene da pensare a Jay McInerney, che apre le danze alla posizione #100 e che (non vale come spoiler, è il primo della lista), dalla mia prospettiva italiana totalizzante, avrebbe meritato come minimo la top 20. Ma va’ a capire gli americani che ne pensano. Tranquilli, però, ché i nomi, in senso antonomastico, ci sono tutti. E se i migliori non sempre occupano la posizione che spetterebbe loro secondo i nostri riferimenti, i mostri sacri invece stanno tutti lì in cima a morire di vertigini. In questa lista c’è di tutto: scrittori scrittori, rockstar che sono anche scrittrici ma soprattutto rockstar, scrittori che raggiungono la fama come sceneggiatori e sotto sotto rosicano perché l’establishment li declassa da artisti a intrattenitori, ed economisti che escono dalla giurisdizione del giornalismo e invadono i domini della letteratura. E poi, sembra sempre che li snobbiamo, poeti e drammaturghi.

Ma al di là delle differenze di genere li voglio tutti in italiano. New York non finisce mai.

(E se finisce c’è il New Jersey a poche miglia.)

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

5 Commenti
  1. Ok, se tra gli ultimi trenta ne ho conosco circa venti (e 10 anche solo dalla foto) dei settanta precedenti e già tanto se ne so qualcosa di una decina degli altri settanta (certo, Sacks e White un rumore bianco più forte).

    … Qualche dritta sulla prima settantina di uno o due scrittori che sarebbe un vero spreco non leggera mai?
    ( Tanto dire New York è anche dire: tutto l’anglomondo).

    Un saluto!,
    Coda

  2. *commento riscritto in lingua italiana corrente:

    Ok, se tra gli ultimi trenta ne ho riconosciuti circa venti (e 10 anche solo dalla foto) dei settanta precedenti è già tanto se ne so qualcosa di una decina(certo, Sacks e White fanno un rumore bianco più forte).

    … Qualche dritta per tirar fuori dalla prima settantina uno o due scrittori che sarebbe un vero spreco non leggere mai?
    ( Tanto dire New York è anche dire: tutto l’anglomondo).

    Un saluto!,
    Coda

  3. Sono con te su tutta la linea, DeLillo e New York FTW!

    @Antonio intendi gli ultimi 70 gerarchicamente, che però sono i primi 70 in ordine di comparsa? Quell’ordine lì mi disorienta un po’. Cmq io consiglio Colum McCann (al 44′ posto gerarchico, ma pag 58 perciò qualsiasi cosa intendessi con i primi 70 dovrebbe rientrare cmq) Questo bacio vada al mondo intero è un gran bel libro, se si lascia perdere il titolo che non c’entra un tubo con l’originale

  4. Grazie Eva! Sì intendevo i primi settanta della lista, quindi gli ultimi settanta della categoria.

    E mentre li scrollavo, meravigliato, tutti e cento, mi chiedevo: ma noi, in tutta Italia, deici eccellenze come minimo ce le abbiamo eccome, ma: cento scrittori cento tutti imprescindibili, li mettiamo assieme? Sarebbe confortante farne una lista.

    Un saluto!,
    Coda