I fiori di Thoreau, una ricerca scientifico-letteraria sul riscaldamento globale

Orchidea Arethusa "il più splendido, ricco e colorato tra tutti i fiori"

"Com'è dolce la percezione di un nuovo fenomeno naturale", annotava nel 1852 Henry D. Thoreau, uno che si faceva quattro o cinque miglia al giorno, per settimane, pur di osservare una pianta, e che con facilità avrebbe indovinato l'esatto giorno di fioritura.

"(…)aveva l'abitudine di presentarsi sorridente dai vicini per annunciare che il tordo era arrivato, con lo stesso entusiasmo che in altre persone avrebbe suscitato solo un messaggio del telegrafo", ricorda Louisa May Alcott, un'altra celebre residente di Concord, Massachutes, città natale del grande naturalista e filosofo, autore di Walden, vita nei boschi e Disobbedienza Civile.

Non sappiamo se per Henry sarebbe stato altrettando dolce sapere che le sue osservazioni botaniche, registrate dal 1851 al 1858, sono state recentemente utilizzate da due ricercatori per confermare le tesi sul surriscaldamento globale.

Richard Primack, professore di biologia alla Boston University, e il ricercatore Abraham Miller-Rushing si dedicano da anni allo studio dei cambiamenti climatici e dei loro effetti sul pianeta, i cui migliori indicatori restano la migrazione degli uccelli e la fioritura delle piante. Si dà il caso che tra tutte le fonti di dati possibili sull'argomento, proprio Henry Thoreau facesse al caso loro. In otto anni di lavoro infatti, l'autore aveva raccolto informazioni dettagliate sui cicli di fioritura di centinaia di specie vegetali diverse, che poi si dispersero dopo la morte tra i collezionisti e le biblioteche di tutto il paese finchè Bradley Dean, un estimatore, le rintracciò una per una e le raccolse nella sua casa nel New Hampshire. Utilizzando queste tavole e quelle di Alfred Hosmer, un misterioso cittadino di Concord che dal 1878 proseguì il lavoro di classificazione di Thoreau, Primack e Miller-Rushing hanno condotto una ricerca basata sul confronto tra i dati passati e quelli presenti.

Dopo aver decifrato la calligrafia di Thoreau, pessima a quanto pare, e trovato i corrispondenti moderni dei nomi usati nel XIX secolo per le specie botaniche, la coppia di ecologisti, sulle tracce del loro mentore, hanno scandagliato il territorio alla ricerca degli angoli più caldi e accoglienti di Concord, ansiosi di scovare i primi boccioli. Dopo 3 anni di ricerca sul campo e 43 specie di fiori osservate scrupolosamente, i risultati non sono stati dei più rosei. Alcune delle piante più comuni, come il mirtillo e l'acetosella, fioriscono almeno tre settimane prima rispetto ai tempi di Thoreau: in media la fioritura a Concord avviene sette giorni in anticipo se confrontata con quella del 1850.

Non solo, su 600 piante registrate da Thoreau, Primack e Miller-Rushing ne hanno trovate solo 400, tra quelle mancanti l'orchidea arethusa che lo scrittore amava particolarmente.

"E' sorprendente quanto presto e inaspettatamente appare un fiore. (…) Ieri osservavi solo le foglie (…) oggi cogli un bocciolo." Sorprendente sì, che le specie vegetali si adattino all'aumento della temperatura (2.4° in 150 anni) e fioriscano in anticipo, ma gli uccelli non fanno altrettanto e si dà il caso che la compresenza di polline e impollinatori sia una delle condizioni essenziali per la sopravvivenza del nostro pianeta. Ma chissà quante altre sono le connessioni tra clima e vita sulla Terra che ci sfuggono e che studi come questi, in collaborazione con un grande pioniere dell'ecologia quale è stato Henry D. Thoreau, possono aiutarci a comprendere.

Viviana Lisanti

 

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