I peggiori libri dei migliori scrittori

Pure loro, i migliori, fanno flop. Nessuna carriera letteraria è punteggiata da un capolavoro dopo l’altro; né è rappresentabile graficamente come una retta sparata verso le stelle. Quando diciamo di amare un autore in realtà, ad essere generosi, ci riferiamo al massimo al 60% della loro bibliografia. Impossibile amare tutto e amare tutto allo stesso modo perché da qualche parte sicuramente sono inciampati (fosse anche solo per dissimulare la loro natura divina). E l’Huffington Post ha deciso di ricordarci dell’imperfettibilità degli scrittori riesumando i loro peggiori libri. Il messaggio è chiaro: la retorica del successo dopo il fallimento, perfetta per un poster motivazionale da sala d’attesa, è impacchettata per bene e consegnata al lettore. Una retorica salutare, però. È un ottimo modo per stemperare il fanatismo isterico che tanto va di moda su internet, specie con certi scrittori ormai assurti a icone religiose. Non c’è bisogno di fare nomi, vero?

I nomi dei libri da non leggere, invece, li fa Peter Brown Hoffmeister, che elenca i sei romanzi da evitare dei suoi scrittori preferiti. Ecco la lista delle mostruosità letterarie secondo il blogger:

  • Dust Tracks on a Road di Zora Neale Hurston
  • Uomini senza donne di Ernest Hemingway
  • Il cielo è dei violenti di Flannery O'Connor
  • Una nuova terra di Jhumpa Lahiri
  • Northanger Abbey di Jane Austen
  • L'isola delle illusioni di Toni Morrison

Come al solito la lista vale per quello che è, e non pretende esaustività e imparzialità. Solo nomi soggettivi frutto delle esperienze da lettore dell’autore del post. Il gioco però è divertente e utile per dare e ricevere consigli negativi, meno pretenziosi dei cugini positivi — troppo spesso poco umili e molto vanagloriosi. Quali sono, quindi, i libri dei vostri scrittori preferiti che avreste preferito che (i vostri scrittori preferiti) non avessero nemmeno iniziato a scrivere?

Io, ad esempio, ho quasi rovinato il mito di David Foster Wallace introducendomi nel suo mondo attraverso un ingresso secondario: Verso Occidente l’impero dirige il suo corso. Il primo impatto è importante, si sa, ma con queste premesse non poteva che essere tiepido. Fortunatamente, a causa della dissonanza cognitiva causata dalla lettura, ho deciso di dargli un secondo tentativo. Brevi interviste con uomini schifosi: colpo di fulmine. Se avessi battuto in ritirata dopo il primo libro probabilmente mai avrei conosciuto la sua magnificenza e quel capolavoro di mattone di Infinite jest (terzo tentativo). Ma sono stato bravo. Anche noi lettori, come gli scrittori, dobbiamo perseverare. La retorica ha sempre un fondo di verità.

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

9 Commenti
  1. How Are We Hungry: Dave Eggers poteva anche risparmiarseli quei racconti; I 2/3 di The Pale King di (segno della croce) DFW; The Body Artist di DeLillo (al netto di alcune belle frasi); quasi tutti gli ultimi libri di Updike….gli altri libri brutti di autori che amo li ho dimenticati e non so se ho voglia di ricordarmeli.

  2. Il mio biliardo di Mordecai Richler, TERIBBILE! soprattutto se letto sull’onda dell’entusiasmo post-Versione di Barney, anche se ha la giustificazione di non essere un vero e proprio romanzo.

  3. Non resisto alla tentazione di provocare e dire “Gravity’s Rainbow” di sua santità Pynchon…. ma ho paura di venire linciato da chi ha avuto la pazienza e la costanza di andare oltre pagina 452.

  4. Diversi autori dalla bibliografia sterminata scrivono autentici capolavori e autentiche schifezze. Stephen King è il primo che mi viene in mente. Cell è davvero una pattonata assurda.

  5. A raffica e degli scrittori secondo me tra i più giganteschi o comunque tra i più meritevoli:

    di Abraham Yehoshua, Il responsabile delle risorse umane(2004);
    di Orhan Pamuk, Neve (2004);
    di Don DeLillo, I nomi(1982, edito per Einaudi nel 2004);
    di Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana(2004);
    di Haruki Murakami, After Dark(2004);

    ….

    Ma cosa è successo, al mondo, nel 2004?

    Un saluto!,
    Coda

  6. Io ho sempre voluto un gran bene a Jonathan Coe fin da quando avevo dodici anni.

    I terribili segreti di Maxwell Sim fa cagare. L’avevo pure scritto sul mio blog.

  7. Io amo e venero Gabriel Garcìa Marquez, ma il mio primo incontro con lui fu attraverso “Il Generale nel suo Labirinto” e non consiglierei a nessuno questa esperienza. Per fortuna, poi, ho letto “Dell’amore e di altri demoni”!

  8. Di Gabriel Garcìa Marquez, Vivere per raccontarla(2002); (per ora, ma non è detto che non abbia scritto di peggio: ancora non l’ho letto tutto).