I romanzi candidati al Booker Prize 2014

Mercoledì 23 luglio sono stati annunciati i tredici romanzi candidati alla 46esima edizione del Booker Prize. Da questa «lista lunga» saranno scelte le sei opere che il prossimo 14 ottobre si contenderanno uno dei più importanti premi letterari al mondo, vinto tra gli altri da Rushdie, McEwan, Coetzee, Ishiguro, Atwood e nell'ultima edizione da Eleanor Catton, la più giovane vincitrice di sempre con The Luminaries.

Fin dal 1968 il Man Booker Prize for Fiction viene assegnato al miglior romanzo scritto in lingua inglese da un autore dei paesi del Commonwealth, dell'Irlanda o dello Zimbabwe. L'unica eccezione alla tipologia di opere candidate è stata la raccolta di racconti brevi The beggar maid di Alice Munro. La grossa novità di quest'anno riguarda l'apertura del premio anche agli autori americani, con quattro candidati presenti nella longlist (Joshua Ferris, Karen Joy Fowler, Siri Hustvedt e Richard Powers). Un po' pochi, considerato il peso della narrativa americana a livello mondiale. Ma l'impressione è che la giuria, presieduta dal filosofo britannico Grayling, abbia voluto frenare in qualche modo un dominio annunciato, cercando di bilanciare le forze. Questo ha portato all'esclusione a sorpresa del romanzo Il Cardellino di Donna Tartt, già vincitore del Pulitzer. Sulle esclusioni eccellenti, da Ian McEwan a Martin Amis, Grayling ha ribadito di aver scelto i libri secondo il merito, senza considerare la reputazione degli scrittori: «È una lista che considera l'ambizione, la sperimentazione, l'arte e l'umorismo. I romanzi sono pieni di storie meravigliose e personaggi affascinanti». 

Oltre ai quattro romanzi di autori americani, completano l'elenco le opere di sei autori britannici (tra cui David Mitchell, autore di The Cloud Atlas e Howard Jacobson, già vincitore del Booker Prize), due irlandesi e un australiano. Eccoli nel dettaglio: 

To Rise Again at a Decent Hour di Joshua Ferris, pubblicato in Italia con il titolo Svegliamoci pure ma a un'ora decente (Neri Pozza).

The Narrow Road to the Deep North di Richardan Flanagan

We Are All Completely Beside Ourselves di Karen Joy Fowler 

The Blazing World di Siri Hustvedt 

J  di Howard Jacobson 

The Wake di Paul Kingsnorth  

The Bone Clocks di David Mitchell 

The Lives of Others  di Neel Mukherjee 

Us  di David Nicholls 

The Dog di Joseph O'Neill 

Orfeo di Richard Powers 

How to be Both di Ali Smith 

History of the Rain  di Niall Williams 

Luigi Mauriello

È un romantico nel senso fitzgeraldiano del termine. Nella vita scrive, beve caffè, va a caccia di refusi sulle locandine dei trasporti pubblici. Dategli uno spunto d'appoggio e con un paragrafo vi salverà il mondo.

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