Il Guardian First Book Award cambia rotta e premia la poesia

Il Guardian First Book Award è un premio letterario indetto dal quotidiano The Guardian (duh) a cadenza annuale, il cui obiettivo è la promozione e premiazione della più promettente opera prima pubblicata nel Regno Unito nel corso dell'anno. Nel corso degli anni il premio del quotidiano inglese ha maturato una prestigiosa tradizione: istituito nel 1999, vanta in realtà un retaggio di quasi 50 anni, visto che nasce dalle ceneri del vecchio Guardian Fiction Award nato nel 1965. E si tratta di un premio di categoria pesi medio-massimi, basti pensare che fra i suoi recenti vincitori vi sono personaggi del calibro di Zadie Smith e Jonathan Safran Foer.

A fare notizie quest'anno è il fatto che il Guardian, nell'assegnare li suo prestigioso premio, ha deciso di smuovere le acque e voltare le spalle alla fiction in favore, per la prima volta in 16 anni, della poesia. Vincitore del Guardian First Book Award 2015 è infatti il giovane poeta Andrew McMillan, 26 anni, al suo esordio in versi dal titolo di Physical. McMillan è diventato così il primo poeta a vincere le 10.000 sterline messe in palio dal giornale inglese a riconoscimento delle nuove leve letterarie del paese, e lo ha fatto con una collezione di poesie di potenza inedita.

Andrew McMillan, nato nel 1988 da padre poeta, è cresciuto in un piccolo paesino nel sud dello Yorkshire, ha studiato letteratura inglese a Lancaster e quindi allo university College of London, per poi tirare a campare come insegnante di creative writing a Liverpool. Da poeta si è fatto per anni le ossa sui magazine letterari inglesi, per venire alla ribalta nel 2013 con "Protest of the Physical" (La protesta del corpo, azzardo io in italiano, leggibile qui in lingua originale), poema lungo che fa ora da nucleo della raccolta premiata dal Guardian.

La poesia di McMillan affronta con intimità e pregnanza insieme la questione della mascolinità, dell'ansia dell'uomo moderno nella definizione di se stesso e della propria sessualità, dell'omosessualità quale luogo mascherato e imprigionato nella mappa dei corpi. I versi di Physical dipingono la provincia industriale inglese, la fisicità di una palestra nella quale la definizione dei muscoli maschera la definizione del sé, l'intimità di due giovani amanti nella camera da letto dell'adolescenza. Quella di McMillan è, nelle parole dello stesso autore, una poesia che mira a essere utile: «Ciò che spero  la mia poesia possa fare è di vivere sinceramente nel mondo, prendere tutto ciò che vi accade, rivoltarlo, distillarlo e restituirlo al lettore nella speranza che ciò possa muoverlo, che possa diventare qualcosa di utile.»

«I poeti sono i legislatori misconosciuti del mondo», diceva Shelley, e perciò ben venga questo inaspettato premio alla poesia e all'opera di Andrew McMillan. I versi raccolti in Physical dimostrano ancora una volta che la poesia è ancora in grado di brillare e di dire qualcosa di significativo fra la cacofonia assordante delle parole di ogni giorno.

 

Lorenzo Andolfatto

Sono lettore, traduttore, interprete e studiante. Mi occupo di cose cinesi nelle ore di lavoro, e di cose letterarie perlopiù americane nel tempo libero. Non sono ancora diventato musica da ascensore.

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