Il nuovo romanzo di E.L. James

(photocredit: cbc)

 

Siete impazziti? Ma non ti vergogni? Pure voi di Finzioni vi mettete a seguire 'sta robaccia per fare visite? Calmi, pazientate, per favore. Qui c'è da ragionare un attimo. La novità è, effettivamente, che E.L. James ne sta per sfornare un altro, ma la notizia vera e propria è che ha finito i colori delle Cinquanta sfumature. Niente saga, niente Ana Steele e Christian Grey con figli e bollette da pagare: il nuovo romanzo sarà un'altra cosa.

«Non sarà così piccante – spiega l'autrice – e probabilmente lo scriverò firmandomi con un altro nome». Ma come, è già tutto finito? Sì, sì, okay, si fa presto ad aggiungere «mai dire mai», fatto sta che per ora le Cinquanta sfumature continueranno a rimanere una trilogia. Ci sarà il film a tenere alte le vendite e a non far spegnere i brusio di fondo, tuttavia c'è una cosa che in questa faccenda mi ha spinto a fare delle riflessioni. Direi che, a quasi un anno di distanza dall'inizio del chiacchiericcio, stare ancora qui a parlare di E.L. James che non sa scrivere, dell'erotismo volgarizzato, di Nicole Minetti che legge in inglese e del perché i lettori non preferiscono Dostoevskij è alquanto inutile. Basta mettersi l'anima in pace e studiare un po' di storia della letteratura per scoprire che ogni epoca ha la sua Mommy Porn e il suo caso editoriale, in molti casi di letterarietà dubbia o nulla, grazie a cui il numero complessivo dei lettori è cresciuto fino a raggiungere le cifre odierne. Non si devono fare paragoni, perché E.L. James non ha niente a che fare né con Flaubert né con Moravia, ma è sempre bene ricordare che la storia riesce a ripetersi, con forme e modi diversi.

Così sono rimasto un po' stupito, anche se un po' avrei dovuto aspettarmelo. Mi ero fatto questa idea di una specie di nuova Liala che, senza badare alle critiche (e ghignando per il rigonfiamento del proprio conto in bacna), decidesse di proseguire coerentemente una strada precisa. Invece no, ecco che anche E.L. James ci prende gusto e dà ragione a tutti i critici che, con la schiuma alla bocca, la accusano di essere nient'altro che un prodotto di marketing editoriale. Scriverà un nuovo libro con un nuovo nome, senza sesso e manette, cercando di convincerci che esso si muoverà sulle proprie gambe e non spinto dal clamore della fortunata trilogia. Perché, mi domando, è così facile farsi ubriacare dal successo, fino a dimenticarsi cosa si è in grado e cosa non si è in grado di fare? Perché una che è diventata famosa come Mommy Porn non sta al gioco e non se ne resta buona buona continuando a dare ai lettori i libri che vogliono e con cui avrebbe una (l'unica) ragione di esistere in libreria? Non ho risposta, o forse posso trovarla in questa intervista, dove si capisce che la storia si ripete ma i tempi cambiano. E che nel nome di E.L. James, D'Annunzio un'ala non ce l'avrebbe messa neanche se avesse avuto una pistola puntata alla tempia.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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