Il peso (economico) della cultura: guida minima al caro libri

(photo credits: 06blog)

(Update: una nostra lettrice ci segnala un'interessante iniziativa di "self-publishing" realizzata nella provincia di Brindisi! La raccontiamo in fondo all'articolo!)

L'estate sta finendo eccetera eccetera: a inizio settembre i Righeira diventano trendy, insieme alla PFM e ai Greenday ma, soprattutto, insieme alle puntuali discussioni sul caro libri scolastici

Insomma, ricomincia la scuola e la questione diritto allo studio, già abbastanza inficiata dai tagli, dal delay economico pubbliche/paritarie e da tanti altri punti (che non stiamo qui a citare) della riforma Gelmini, diventa sempre più utopica: il prezzo dei libri scolastici cresce vertiginosamente anno dopo anno e il rimborso per le famiglie a basso reddito diventa sempre più irrisorio in proporzione alla spesa (anche perchè, causa crisi economica, il numero delle famiglie con basso reddito cresce. I soldi a disposizione, invece, no). Quantificando gli aumenti, secondo il CODACONS, le famiglie italiane spenderanno, quest'anno, l'8% in più rispetto al 2010 (per i licei si stima una media di 300 euro, senza contare i dizionari per chi ha appena iniziato e il cosiddetto "corredo scolastico", alias penne, matite, squadrette, quaderni e via discorrendo, per tutti gli altri).

Di chi è la colpa? Praticamente un po' di tutti. I prezzi dei libri aumentano e gli editori, per la maggior parte, giocano a fare i furbetti del quartierino: cambiano una foto, qualche dettaglio di impaginazione, qualche parola e soprattutto il codice e il prezzo, costringendo le famiglie a comprare (inutilmente) il libro nell'edizione nuova. In secondo luogo non sono da tralasciare le colpe del ministero (un, due, tre, Mariastella!, ma-guarda-un-po'): le materie da studiare aumentano (paradossalmente, visti i tagli copiosi), e il tetto di spesa massima fissato per l'acquisto dei libri (ancora più paradossalmente, vista la crisi) sale in media del 2%. Come se non bastasse, il 30 % delle scuole italiane sfora, bypassa il tetto ministeriale e costringe a spendere ancora di più.
Menzione speciale, anche se questa non è di certo una novità, per i professori universitari che sclerano quando fotocopi il libro e poi ti accorgi che risultano tra gli autori del libro in questione: insomma, chi non ne ha mai incontrato uno?

Come aggirare il caro libri? Oltre che con i vecchi metodi, alias ex liceali che parcheggiano le macchine all'uscita delle scuole e utilizzano i cofani pieni di libri a mò di bancarelle, conoscenze, fratelli diplomati e via discorrendo, c'è anche Internet che fa da ottimo punto di compravendita (sono nati anche gli pseudo giochi online per lo scambio di libri, pensate un po'!). Poi c'è chi, come la catena di supermercati Leclerc, cerca di aggirare la maledetta legge Levi, fissando il prezzo di copertina al 15% canonico ma arrivando al 30 a botte di buoni sconto. Agli editori la cosa non va giù e addirittura c'è chi si spinge a dire che è colpa di libri usati, fotocopie e sconti esagerati se il prezzo dei libri lievita di anno in anno.

La notizia dell'ultima ora, che per inciso c'aggrada un sacco, è l'iniziativa che vede come capofila l'ITIS "Majorana" di Brindisi e conta la partecipazione di circa 300 docenti (provenienti da una trentina di scuole in tutta Italia). Il tutto funziona così: i 300 docenti scrivono libri, li mettono in rete sul sito del progetto e i libri vengono ristampati all'interno delle scuole aderenti, permettendo alle famiglie un risparmio di circa 300 euro. Il self publishing, quindi, inizia a mettere radici anche nelle scuole e magari questa è solo la prima di una lunga, lunghissima serie di iniziative simili.

Vuoi vedere che alla fine dobbiamo ringraziare i vari responsabili del caro libri perchè incrementano l'editoria creativa? 

Eve Blissett

Eve Blissett

Prendi tutti i personaggi femminili di DFW, aggiungi 1/4 Hermione Granger, 1/4 di Margot Tenenbaum, 1/6 di Holden Caulfield, 1/6 di Daria Morgendorffer, e un pizzico di Dana Scully (per dire solo le prime cose a caso che mi vengono in mente). Aggiungi tatuaggi. Poi shakera come se non ci fosse un domani seguendo il ritmo di She's Lost Control dei Joy Division. And now, get drunk!

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