Il premio Goncourt 2014 a Lydie Salvayre

Dopo il grande successo di Pierre Lemaitre e del suo Ci rivediamo lassù, a vincere quest'anno il più importante premio letterario francese è stata l'ex psichiatra Lydie Arjona, meglio conosciuta con il nome di Lydie Salvayre, il cui Pas pleurer è stato consacrato dalla giuria lo scorso 5 novembre. 
Pubblicato da Seuil, il romanzo racconta la guerra civile spagnola e l’impegno politico dello scrittore cattolico Georges Bernanos, intrecciando i temi al motivo autobiografico della storia familiare (l’autrice è infatti nata da una coppia di repubblicani spagnoli esiliati nel sud della Francia). Contro tutti i pronostici, che prevedevano un tête-à-tête finale particolarmente agguerrito tra Mersault, contre-enquête di Kamel Daoud e Charlotte di David Foenkinos, quest’ultimo è stato rimpiazzato al quinto turno di scrutinio dalla Salvayre, che ha conquistato la vittoria con sei voti contro i quattro a favore di Daoud. Con grande sollievo dei sostenitori di Mersault – sorta di spin-off letterario dello Straniero di Camus , che ne giustificano la disfatta considerando la sua natura di romanzo d’esordio e confidando nel potenziale del suo autore per le opere future. 

La vincitrice, che si è dichiarata estremamente felice e commossa, soprattutto per l’arrivo di questo grande riconoscimento in un momento difficile della sua vita, ha descritto il suo romanzo come «l’estate radiosa di mia madre, l’anno lugubre di Bernanos: due scene di una stessa storia».
Il presidente della giuria Bernard Pivot ha dichiarato di aver premiato «innanzitutto un romanzo di grande qualità letteraria, un libro dalla scrittura originale», nonostante rimpianga la presenza eccessiva della componente spagnola. 

La critica, tuttavia, non è contenta: alcuni sono arrivati a definire l’edizione di quest’anno «il Goncourt del meno peggio», affermando che il successo di un'opera “tiepida” come Pas pleurer è indicativo di una selezione di base poco ambiziosa (come non ricordare a questo proposito lo stupore per l’assenza dell’ultimo Carrère?)
Lydie Salvayre, già vincitrice del premio Hermès come Primo Romanzo per La dichiarazione (Feltrinelli, 1991) e del premio Novembre – oggi Premio Dicembre – per La compagnia degli spettri (Guanda, 1999), è l’undicesima donna a ricevere il prestigioso Goncourt: l’ultima, nel 2009, è stata Marie Ndiaye con il romanzo Tre donne forti (Giunti, 2013). 

Nel frattempo, il grande sconfitto Foenkinos si consolerà godendosi il premio Renaudot, conferitogli lo stesso 5 novembre. 

 

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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