Il vero Ulisse di Joyce…

L'Ulisse, quello che quando lo compri ti danno pure una guida di un centinaio di pagine per riuscire, non a leggerlo, ma a capirlo.
L'Ulisse, quello che quando inizi a leggerlo ti senti figo e, a te, la guida non serve perché stai capendo tutto – e lì ti senti ancora più figo.
L'Ulisse, quello che, arrivato a pagina 50, la guida la prendi eccome e diventa anche la tua migliore amica.
L'Ulisse, quello che, se lo finisci, puoi prenderti una pausa dalla letteratura lunga almeno il doppio del tempo che hai impiegato a terminarlo.
Insomma, l'Ulisse, quello di Joyce.

Che poi tutto sto gran parlare – spoiler alert! – per un uomo, tal Leopold Bloom che, a Dublino, tra le 8:00 del 16 giugno 1904 e le prime ore della mattina seguente si alza, prepara la colazione per la moglie, esce di casa, ha una giornata diciamo un po' movimentata, ma non troppo per essere l'Irlanda del primo Novecento: partecipa ad un funerale, manca un pezzo al giornale per il quale lavora, pranza, ascolta musica in un pub, ha uno screzio con un violento, si masturba sulla spiaggia, fa visita a una donna in travaglio, salva un amico da un bordello e da una rissa, porta l'amico a casa, prepara una tazza di cacao e, gran finale, urina sotto le stelle. "And that's all folks!"

Tutto questo per dire che è da poco uscita una nuova edizione a cura del traduttore Enrico Terrinoni per la casa editrice Newton Compton, che si propone come una traduzione più veritiera dato che Terrinoni, docente di Letteratura Inglese all'Università per stranieri di Perugia, ha vissuto per anni a Dublino, immergendosi nell'atmosfera e negli ambienti joyciani, respirando fumo di sigaro ed esalazioni alcoliche irlandesi, familiarizzando coi doppi sensi, lo slang locale, le allusioni e la toponomastica di cui è impregnata ogni frase dell'Ulisse.

Le tre importanti novità di questa edizione sono:
– linguaggio popolare e accessibile a tutti, come per altro avrebbe voluto quel democratico e socialista di joyce;
– ricchezza di riferimenti e allusioni all'ambiente reale nel quale si svolge l'intera opera;
– dalle due caratteristiche sopra deriva l'ultima, ossia il recupero della comicità che era andata persa man mano con le edizioni critiche.

Michele Danesi

P.s: Quella nella foto è proprio Marilyn Monroe che legge una copia dell'Ulisse. Se ce l'ha fatta lei che è pure bionda… #luoghi_comuni

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

3 Commenti
  1. regalato a mamma coraggiosa per il compleanno l’estate scorsa…anche lei all’inizio pensava di poter andare avanti senza guida e invece poi sono diventate grandi amiche…è stata una fatica immane ma l’ha finito qualche giorno fa…può dire di essere riuscita dove il 70% degli irlandesi ha fallito! io invece non credo mi butterò mai nell’impresa, neanche con una nuova edizione accessibile e popolare! XD

  2. wow…quest’articolo m’invoglia a dare almeno un’occhiata al librone, anche se non so quanto sarà accessibile comunque…speriamo XD!