Istat e libri, dati da pianto: legge solo il 41,4% degli italiani

Ma sì, buona Vigilia anche a voi. Non c'è modo migliore di cominciare le Feste con una bella carrellata di dati tristissimi. Come ogni anno, l'Istat ne ha per tutti i gusti, così che la disperazione non abbia scuse e possa uscire allo scoperto. Tra disoccupazione galoppante, popolazione invecchiata e pochi laureati, l'Italia non si fa mancare niente, neanche quando si parla di cultura e libri. Proprio qui si registra un nuovo calo: a leggere almeno un libro l'anno è solamente il 41,4% della popolazione.

Quando sono in metropolitana e mi metto a contare tutte le persone che hanno un libro in mano penso sempre a questi dati. E faccio lo stesso quando becco la fila in libreria, o quando mi capita di andare a una fiera dell'editoria e di trovarla piena zeppa di gente. Per non parlare di Facebook, Twitter, Pinterest, Anobii, Goodreads e tutto quello che vi pare. Oh, sembra sempre che in Italia bene o male la gente che legge libri ci sia, invece scopri che ogni anno gli italiani lettori sono sempre di meno. E se fosse tutto un complotto? E se l'Istat raccogliesse i dati per telefono? Come fa a trovare i lettori italiani se quelli sono tutti chiusi sotto la metro, o sul treno o in libreria? Eppure ho il sospetto che la questione sia un po' più complicata.

L'Annuario statistico italiano 2014 ci racconta tante brutte cose. L'età media è la seconda più alta d'Europa, i giovani laureati sono solo il 12,3% (niente più scuse tipo "Non trovo lavoro perché ci sono troppi laureati"), siamo all'ultimo posto UE per quanto riguarda la spesa per l'istruzione e ci sono sempre più disoccupati. Rispetto allo scorso anno, quando a leggere almeno un libro l'anno era il 43% degli italiani, stavolta scendiamo al 41,4%. A leggere di più sono i giovani tra gli 11 e i 19 anni (il 53,5% degli 11-14enni e oltre il 51% dei 15-19enni) e, in generale, le donne (il 48% contro il 34,5% dei maschi). Le donne, inoltre, primeggiano anche per quanto riguarda il numero di libri letti, visto che il 15,1% delle lettrici legge almeno12 libri l'anno, contro il 13,2% dei lettori maschi. I sadici possono approfondire andandosi a leggere direttamente l'Annuario.

Esultiamo, giustamente, perché dal 1 gennaio l'Iva sugli ebook scende al 4%, poi però uno ha davanti queste percentuali e perde un po' la gioia. Che nel mondo dei libri in Italia vada sempre peggio lo sappiamo, ce lo ripetiamo un giorno sì e l'altro pure. Una nuova statistica, una dichiarazione infelice, un'inchiesta, un editore che chiude. È un bollettino di guerra, inutile prendersi in giro. Poi qui noi scherziamo, la prendiamo a bene, condividiamo le nostre esperienze e tentiamo di non fare caso al sinistro rumore di sottofondo, ma queste uscite dell'Istat servono a ricordarci come vanno realmente le cose, e non solo per i libri. Tra gli italiani aumenta la tendenza a risparmiare sulla spesa (crescono infatti i dati per i discount, e un italiano su tre fa regolarmente scorta di cibo in offerta), si fanno meno viaggi e si va di meno al cinema (a sorpresa, però, si va di più al teatro, nei musei, ai concerti e in discoteca).

Alla luce di tutto ciò, anche se è molto avvilente dirlo, non sorprende più di tanto che a leggere almeno un libro l'anno sia meno della metà della popolazione. Qualcosa è sbagliato alla base, c'è un intoppo nel sistema, ma è un po' come quando arriva il tecnico della caldaia e ti dice che per il tuo problema dovresti spendere tot e allora tanto vale cambiare tutta la caldaia. Tu però i soldi per una caldaia nuova non ce l'hai, quindi procedi per aggiustare, rimediare, rattoppare, abituandoti al disagio e convincendoti che una doccia fredda ogni tanto fa bene alla pelle. Nel frattempo le docce fredde diventano la norma e tu neanche ricordi più com'era farsi un bagno caldo, e ti dirai che tanto non ne avresti il tempo. Si tratterà di convivere con la privazione, farsene una ragione. Bello, eh? Buone Feste.  

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

5 Commenti
  1. se i dati si basano sull’acquisto dei libri, possono essere veri, ma non acquistare libri non vuol dire non leggere.
    la scusa dei soldi poi mi sembra assurda: tra offerte, tascabili, ebook e ibook, i libri sono molto più accessibili di un cinema.
    infine, esistono le biblioteche: quando ero studentessa senza un lira in tasca, ero iscritta a 4 biblioteche diverse per avere sempre la scelta e la quantità di libri che desideravo leggere. e ancora oggi le frequento e uso con piacere.
    Se si ama leggere, difficilmente ci si rinuncia, anche in tempo di crisi.
    il problema è che c’è una fetta di popolazione che non legge nulla, a prescindere dall’estrazione sociale, il titolo di studio, la professione svolta o la disponibilità di denaro. una massa di ignoranti che si ciba di tv spazzatura, facebook e smartphone.
    Basta guardarsi intorno: in treno, aereo o metro, oltre me, vedo spesso solo 2 o 3 persone con un libro in mano.
    E questo ci dà il polso di che paese e popolo siamo.