JK Rowling ci riprova con la narrativa per ragazzi. UPDATE: Just Kidding, LOL.

Allora, a me pare chiaro che JK Rowling sia una troll, e che le due lettere del suo nome non stiano per Joanne Kathleen, ma piuttosto per "Just Kidding (lol)". Perché poi qui in redazione non si fa a tempo a scrivere dei nuovi piani della scrittrice inglese madrina di Harry Potter, che subito tutti gli interessati fanno dieci passi indietro e arrivano le smentite.

A fare scalpore fra gli impallinati della mamma di Harry Potter era stata un paio di giorni addietro la notizia della gestazione di un nuovo libro per ragazzi (vedi notizia qui dabasso) da parte della Rowling. Durante un’intervista nel programma di BBC Radio 2 “Book Club” riguardo all'uscita di Career of Evil, il terzo volume della saga di Cormoran Strike firmata dal suo pseudonimo Robert Galbraith, la Rowling si è sbottonata anche riguardo ad alcuni nebulosi progetti narrativi futuri, tra i quali un altro romanzo per bambini e ragazzi.

Ovviamente, parlando di JK Rowling, tale notizia ha istantaneamente monopolizzato la discussione: che si tratti di un nuovo Harry Potter? Della versione in volume di Harry Potter and the Cursed Child (lo spettacolo teatrale in uscita nel 2016 sul secondogenito di HP)? Stiamo parlando ancora dello stesso universo narrativo bistrattato da Voldemort? Oppure si tratterà di una nuova saga del tutto? La reazione del prevedibile Internet è stata infuocata, provocando una pioggia di tweet sul tenore di "THIS IS HUGE" (tutto maiuscolo), come quello di Rachel Faulkner, editor della Quercus Kids.

Evidentemente tutto questo hype preventivo e per buona parte immotivato deve aver spinto la scrittrice inglese e i suoi agenti a fare retromarcia alla grande. Le smentite sono arrivate presto: «JK Rowling non ha alcuna intenzione di pubblicare nuovi romanzi nei prossimi tempi», ha subito messo in chiaro Neil Blair, l'agente della Rowling, «sebbene ne abbia parlato con Simon Mayo di BBC Radio 2, si tratta di un progetto ancora in elaborazione e senza piani di pubblicazione».

E dunque mi dico che qui abbiamo a che fare con una situazione di felini schrödingeriani: perché se non andiamo a rompere le scatole alla Rowling, allora il nuovo romanzo in gestazione sembra effettivamente esserci, ma nel momento in cui andiamo a chiedere alla scrittrice lumi sul fatto che intenda pubblicarlo o meno, allora ecco che il progetto svanisce nel nulla. Da lettore di HP dell'ultima ora, mi dico: facciamo finta di niente e lasciamola scrivere in pace: meglio non sapere niente di un libro che c'è, piuttosto che sapere qualcosa di un libro che non c'è.

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Era la notizia che tutti aspettavamo. O forse no. Io ve la butto lì, poi sarete voi lettori a farmi sapere se vi suscita tremiti e mancanza di respiro per la gioia, oppure una certa rabbia, o ancora, magari, una lieve indifferenza. Io per esempio, pur potteriana della prima ora – o forse proprio per questo – non ho accolto con particolare tripudio la recentissima notizia per cui JK Rowling ha affermato di non aver rinunciato alla narrativa per bambini né all’uso del suo vero nome come autrice, e anzi, di aver già steso un primo pezzo di un’opera per ragazzi che dice di «piacerle davvero». Queste dichiarazioni sono uscite direttamente dalla bocca di JK un paio di giorni fa, durante un’intervista nel programma di BBC Radio 2 “Book Club”.

La scrittrice era ospite della trasmissione di Simon Mayo per promuovere in realtà l’ultima sua fatica letteraria, il terzo capitolo della saga di Cormoran Strike uscito nel Regno Unito il 20 ottobre e scritto sempre sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith, dal titolo Career of Evil (qui potete leggerne il primo capitolo). Ma naturalmente, dopo essere stata invitata a parlare del libro («l’unico che io abbia mai scritto ad avermi causato incubi, letteralmente») e della sua speranza – naufragata – di poter contare più a lungo sull’anonimato garantitole da “Robert” («mi piacerebbe che la carriera letteraria di Robert avesse un po’ meno a che fare con le attività di promozione»), sono arrivate le domande sul futuro, che però in qualche modo sa di passato. Perché JK Rowling sei e JK Rowling rimani, e, per quanto tu possa fare, il tuo nome è indissolubilmente legato a un altro, come Angela Lansbury a Jessica Fletcher.

Così, inevitabilmente, il conduttore non ha mancato di tirare in ballo l’ottavo capitolo della storia di Harry Potter, quello che potremo vedere solo a teatro: Harry Potter and the Cursed Child, in scena al London’s West End Palace Theatre da giugno 2016. Come sapete, si tratterà di uno spettacolo in due parti ambientato 19 anni dopo gli avvenimenti di Harry Potter e i doni della morte e avrà come protagonista il secondogenito del nostro eroe, il piccolo Albus Severus. A questo proposito, la Rowling ha tenuto a precisare che lo spettacolo non avrebbe preso forma se non fosse stato per il team che le si è presentato (la sceneggiatura è di Jack Thorne, la regia di John Tiffany e la produzione di Sonia Friedman) e che non ha intenzione di farne un romanzo «per ragioni che credo saranno chiare quando la gente vedrà la messinscena».

E anche sotto la vera notizia che è uscita da quest’intervista – JK Rowling tornerà a scrivere col suo nome, ha già iniziato a buttare giù un pezzo di un libro per bambini, è così piena di idee per nuovi libri per ragazzi e adulti che ha paura di morire prima di poterle fissare sulla carta – la prospettiva del nuovo è venata da un sapore di passato, un po’ malinconico. Chi di voi, di noi, non ha pensato, anche solo per un attimo, che la nuova JK Rowling per ragazzi non sarà mai come Harry Potter, che JK Rowling per ragazzi è solo Harry Potter? Orribile prospettiva, che fa di lei una prigioniera e di noi suoi lettori eternamente insoddisfatti. Orribile, ma se volete la verità, io non riesco a scacciarmi questo pensiero dalla testa e ad accogliere con gioia i progetti futuri di JK. Morboso, testardamente chiuso a ogni novità, geloso: è un rapporto malato, il mio, con JK e la sua creatura, che semplicemente non prende nemmeno in considerazione altre possibilità. Fatemi sapere se voi riuscite a guardare oltre e a godervi lo spettacolo: in questo caso, un po’ vi considero traditori e un po’ vi invidio.

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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