John Grisham e le dichiarazioni infelici sulla pedopornografia

(photocredit: cnn)

 

Partiamo dalla fine. Si è scusato. A molti non fregherà niente e sembrerà una mossa tardiva e ormai il danno è fatto, ma almeno si è scusato, senza se e senza ma: «Mi dispiace di aver detto quelle cose e mi scuso con tutti». Okay, ma che ha detto? Intervistato dal Daily Mail, lo scrittore è inciampato in una dichiarazione azzardata sui pedofili e sulla pedopornografia, dicendo che molte persone finiscono ingiustamente in prigione anche solo per aver cliccato il «pulsante sbagliato», navigando su internet. E chi si "limita" a guardare quel materiale, dovrebbe avere un trattamento diverso rispetto a chi pratica materialmente abusi sui minori. Inutile dire che queste parole hanno scatenato un vero e proprio putiferio.

Uno che in vent'anni di carriera ha venduto 275 milioni di copie in tutto il mondo non ha di certo bisogno di frasi shock per attirare l'attenzione e mettersi in mostra per il lancio del suo nuovo romanzo o, almeno, non dovrebbe. Non gli serve, non sembra proprio il tipo, eccetera eccetera. Quindi diciamo che le sue parole non possono essere interpretate in un contesto strategico di marketing promozionale. È uno scrittore noto, un personaggio famoso, ha delle idee e spesso, in passato, le ha comunicate al mondo, provocando e impegnandosi sugli argomenti che più gli interessavano. Fin qui tutto lecito. Stavolta però quello che ha detto, o forse il modo in cui l'ha detto, ci obbligano a fermarci un attimo.

Parafrasando, il suo pensiero è che negli ultimi anni i giudici degli Stati Uniti siano «impazziti», non facendo più distinzione tra pedofili veri e gente che invece non fa male a una mosca. Le prigioni sono gonfiate indistintamente degli uni e degli altri, ma per Grisham c'è differenza tra chi abusa di un minore e chi, magari per sbaglio, finisce su un sito pedopornografico. Così ha raccontato la storia di un suo amico alcolizzato che una volta è andato su un sito, attratto da un annuncio tipo «aspiranti puttane» («Erano ragazze di sedici anni che sembrava ne avessero trenta») e una settimana dopo si è trovato l'FBI a casa, perché era una trappola per adescare pedofili. Tre anni di carcere. Per casi come questo lo scrittore ha fatto la distinzione che ha fatto tanto discutere, tra pedofili "veri" e pedofili che in realtà solo "solo" consumatori di materiale pedopornografico. 

Pur avendo detto di non provare pietà per i pedofili («Dio, rinchiudete queste persone, per piacere») ha esternato un tipo di tolleranza che a molta gente non è andata giù. Certo, la questione è spinosa. Effettivamente, almeno per quanto riguarda la pena da infliggere, una differenza tra chi abusa di minori e chi non abusa direttamente ma consuma materiale pedopornografico deve esserci, come c'è in tutti i reati. Il presupposto di Grisham, perciò, non è una totale assurdità, non parliamo di uno che sta celebrando la pedofilia, ma sorprende che un autore celebre come lui e così seguito abbia affrontato con così tanta leggerezza un tema così delicato. L'aneddoto dell'amico, le baby prostitute eccetera eccetera. Argomento difficile + scrittore superfamoso = occhio a quello che dici, santo cielo.

Aldo Busi nel 1996 al Costanzo Show disse che dopo i 14 anni un ragazzo è sessualmente maturo e può fare delle scelte, e aggiunse: «Non c'è nessuno scandalo nel masturbare un ragazzo di 13 anni». Consenziente, dunque. Inutile dire che già allora scoppiò un casino, giustamente. Morrissey, invece, sta tenendo un tour in Italia dove è vietato introdurre e consumare la carne. A sostegno della causa vegetariana tempo fa dichiarò che «mangiare carne è pari alla pedofilia». C'è un ventaglio di possibilità per affrontare l'argomento e, prendendo Grisham, Busi e Morrissey, vedete voi stessi che si può inciampare in dichiarazioni ambigue, frasi infelici, provocazioni e assurdità belle e buone come-cavolo-ti-viene-in-mente. Collocate Grisham e le sue dichiarazioni nel punto del ventaglio che preferite. Chi scrive ritiene che frasi tipo Grisham difende i pedofiliGrisham apre alla pedopornografia siano solo un'accozzaglia di scemenze, giocattoli dati in mano ai titolisti. Chiamatela gaffe, chiamatela leggerezza, chiamatela pericolosa superficialità, perché di questo si tratta, indiscutibilmente. Ognuno ha le proprie idee e quella di Grisham, condivisibile o meno, non può essere associata a un delirio inneggiante agli abusi sui minori. C'è modo e modo, però. Ed è il fatto che sia necessario ricordarlo a far cadere le braccia quasi più di quelle infelici parole. 

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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