John Locke, dopo essere passato dalla filosofia all'isola di Lost, si è dato all'architettura e a quanto pare, a Manhattan, ha fatto cose belle con libri e cabine telefoniche. Non è la trama di un libro e non ho iniziato a scrivere su Finzioni mentre sono sotto l'effetto di stupefacenti e via discorrendo. E' una storia vera. 

John Locke (immaginiamo sia uno pseudonimo, ma non si sa mai) studia architettura e un giorno ha deciso di andarsene in giro per Manhattan con un sacco pieno di libri e mensole fatte a mano, per trasformare le cabine telefoniche in librerie on the road. Locke si è inventato anche un Dipartimento per il Miglioramento Urbano, come sponsor immaginario dell'azione. Le cabine librerie per il momento sono due: una è stata usata come Locke aveva in mente (si prende un libro che non si conosce ancora e magari, il giorno dopo, ci si porta uno dei propri), l'altra è stata presa d'attacco dai vandali. Il nostro filosofo / personaggio di Lost / architetto, comunque, non si è perso d'animo e ha programmato altre cabine librerie sparse per tutta New York.

In un'intervista il nostro ha dichiarato di aver pensato alle cabine librerie per due motivi: il primo è che le cabine telefoniche ormai sono obsolete, non servono più allo scopo originario, la comunicazione, ma – almeno a New York – sono diventate un divertimento per vandali urbani e quindi c'era bisogno di ritrovargli uno scopo (uno dei manifesti usati per promuovere l'azione dice: «Ci sono 13659 telefoni a gettoni sui marciapiedi di New York. E ci sono più di diciassette milioni di telefoni cellulari. Il telefono a gettoni è un anacronismo o un'opportunità?») ; il secondo è che i libri sono la cosa più bella del mondo (e noi siamo d'accordo!).

L'idea è bella replicabile, anche in Italia abbiamo ancora qualche telefono a gettone, quindi, magari, ci si può provare. Via con le guerrilla libraries! 

eveblissett