Kate Bush ci canta l’Ulisse di Joyce, così non dobbiamo leggerlo

Attualità / Kate Bush ci canta l'Ulisse di Joyce, così non dobbiamo leggerlo

Heathcliff, it’s me, Cathy come home
I'm so cold! 
Let me in-a-your window
 
Che pathos: era il 1978 quando Kate Bush vinceva il compianto Festivalbar (oltre a dominare altre classifiche di minore importanza) con il suo singolo di debutto, Wuthering Heights, ispirato al capolavoro di Emily Brontë, e il 1989 quando tornava a misurarsi con un altro grande della letteratura per The sensual world.
 
La traccia che dava il nome al sesto album della cantante britannica era infatti liberamente ispirato al monologo di Molly Bloom, contenuto nell' Ulisse, ed è notizia di questi giorni come, proprio per quella canzone, la Bush avesse tentato insistentemente di poter citare il brano originale di James Joyce. Non essendoci riuscita aveva dovuto incassare il colpo e purtroppo fare il suo lavoro, cioè scrivere la lirica di proprio pugno. 
 
Oggi, dopo 20 anni, il via libera è finalmente arrivato e la cantante ha così potuto rielaborare The sensual world che con il nuovo titolo Flower Of the Mountain e l'integrazione con il passaggio dall'Ulisse, andrà a costituire la prima traccia dell'album Director's cut, in uscita il prossimo 16 maggio.
 
Per quanto mi riguarda sarà la volta buona per avvicinarmi in maniera indolore, voce della Bush a parte, a questo benedetto monumento della letteratura moderna, che tanto per me l'Ulisse rimane una missione impossibile e sullo stream of consciousness dei Bloom ci ho messo una pietra sopra.
 
Viviana Lisanti
 

 

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