La dozzina del Premio Strega 2014

(photocredit: vitosantoro.net)

 

Dai che la situazione comincia a scaldarsi. Si snobba, si alzano le spalle, si borbotta, ma poi quando c'è tutti si affacciano. Tipo Sanremo (ve lo ricordate, sì, che lo Strega somiglia a Sanremo?), però almeno finora qui Fazio non c'è, anche se io al posto suo reclamerei un po' con gli editori, visto quello che pagano in vendite le sue poltrone di Che tempo che fa. Ma restiamo sulla notizia. Ieri sono finalmente venuti fuori i nomi dei dodici finalisti del Premio Strega 2014, tra sorprese, non sorprese, novità e non novità.

Partiamo anzitutto dal "caso" di quest'anno. Gipi no, Gipi sì, Gipi boh, Gipi c'è. Esatto, c'è. Qui su Finzioni Jacopo Cirillo e Andrea Sesta hanno messo su una gran bella tenzone riguardo al primo graphic novel in gara nella storia dello Strega e ai motivi per cui è giusto o sbagliato che partecipi. Comunque, unastoria è della dozzina. Prima di calare l'elenco degli altri undici è bene concentrarsi sugli esclusi, visto che in occasioni come questa è quasi più interessante chi resta fuori di chi è dentro. Dei ventisette candidati lo scorso 4 aprile, rimangono sul pianerottolo di Casa Bellonci, tra i tanti, Fazi con Publisher di Alice Di Stefano, e/o con Venga pure la fine di Roberto Riccardi e Marsilio con Viaggiatori di nuvole di Giuseppe Lupo. 

Ora però è giusto che abbiate davanti agli occhi l'attesa dozzina: 

  • Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella, edito da Feltrinelli e presentato da Giovanna Botteri e Roberto Saviano
  • Lisario o il piacere infinito delle donne di Antonella Cilento, edito da Mondadori e presentato da Nadia Fusini e Giuseppe Montesano
  • Bella mia di Donatella Di Pietrantonio, edito da Elliot e presentato da Antonio Debenedetti e Maria Ida Gaeta
  • unastoria di Gipi, edito da Coconino Press-Fandango e presentato da Nicola Lagioia e Sandro Veronesi
  • Come fossi solo di Marco Magini, edito da Giunti e presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Piero Gelli
  • Nella casa di vetro di Giuseppe Munforte, edito da Gaffi e presentato da Arnaldo Colasanti e Massimo Raffaeli
  • La vita in tempo di pace di Francesco Pecoraro, edito da Ponte alle Grazie e presentato da Giuseppe Antonelli e Gabriele Pedullà
  • La terra del sacerdote di Paolo Piccirillo, edito da Neri Pozza e presentato da Valeria Parrella e Romana Petri
  • Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo, edito da Einaudi e presentato da Paolo Sorrentino e Domenico Starnone
  • Storia umana e inumana di Giorgio Pressburger, edito da Bompiani e presentato da Gianfranco De Bosio e Sergio Givone
  • Ovunque, proteggici di Elisa Ruotolo, edito da nottetempo e presentato da Marcello Fois e Dacia Maraini
  • Il padre infedele di Antonio Scurati, edito da Bompiani e presentato da Umberto Eco e Walter Siti

Il toto-vincitore è scattato già da mesi ma noi siamo al di sopra di queste volgavità da covse di cavalli e ci limitiamo ad attendere l'11 giugno, quando in Casa Bellonci ci sarà lo spoglio dei voti degli Amici della Domenica che da quest'anno non saranno più effettuati con piccione viaggiatore ma tramite un sistema sicuro e anonimo sul sito del Premio Strega dove i giurati potranno accedere alla propria area riservata ed esprimere la preferenza. Si aggiungeranno poi i voti dei 60 lettori forti selezionati annualmente dalle librerie indipendenti e i quindici voti collettivi di scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all'estero. 460 voti disponibili. Una bottiglia da tracannare. Un solo vincitore (ne potrebbe venir fuori uno spot superignorante che neanche la Nike ai tempi della Gabbia…). Selezionata la cinquina a giugno, il 3 luglio ci si vede tutti al Ninfeo di Villa Giulia per il finalone, a colpi di gessetto e lavagnetta. Nel frattempo a noi non-Amici della Domenica rimane soltanto la possibilità di farci un'idea, leggere qualcuno della dozzina, leggere tutta la dozzina, non leggerne neanche uno della dozzina o criticare chi legge i libri della dozzina. Insomma, siamo ufficialmente in clima Strega, perciò ora bisogna decidere che fare.  

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

2 Commenti
  1. Posso solo dire che non ne ho letto nessuno (ma mi adeguerò). E che hanno fatto bene a escludere Publisher. Non si strozza (IMHO).