La guerra tra Amazon e i Premi Nobel

(photocredit: newrepublic)

 

Sono stati mesi duri per tutti. È come quando due genitori litigano, si separano e cominciano a insultarsi a distanza, in continuazione, tirando fuori ogni giorno qualche nuova ripicca. Ho vissuto più o meno così tutta la vicenda di Amazon e Hachette. Inizialmente allarmato, poi confuso, poi speranzoso, poi di nuovo confuso, poi ho ignorato tutto ciò che succedeva. Era troppo per il mio cuoricino (e tutto molto noioso, perché non ci capivo più niente e non capire niente mi indispettisce). Ora però è successo che a giorni si assegna il Premio Nobel per la Letteratura e diversi candidati sono usciti allo scoperto, attaccando duramente Amazon, quindi mi sa che bisogna tornare a capirci qualcosa. 

Parliamo di circa 300 scrittori, un elenco che vanta la partecipazione di gente come Milan Kundera e Philip Roth. La chiamano Guerra dei Libri, una crociata contro Lo Diabolico Simbolo A Forma Di Sorriso per combattere le pratiche di "strozzinaggio". Il campione dell'esercito degli scrittori è Andrew Wylie detto "Lo Sciacallo", considerato uno dei più potenti agenti letterari del mondo. Un nemico che Jeff Bezos di certo avrebbe preferito non avere. Wylie ha parlato di un'apocalittica «fine della cultura letteraria», se qualcuno non si opporrà al potere di Amazon.

Giorni fa gli oltre 900 autori riuniti come Authors United hanno pubblicato una lettera sul New York Times scagliandosi contro le manovre di boicottaggio e isolamento messe in atto dall'azienda di Seattle contro la casa editrice del Gruppo Lagardère. Insomma, nonostante i proclami e il risuonare dei tamburi da battaglia, la questione continua a essere complicata e confusa. Personalmente, patisco questa situazione perché avere dei Buoni e dei Cattivi ben definiti mi faciliterebbe le cose. Devo sentirmi in colpa mentre sbavo davanti al Kindle Voyage? È solo una delle tentazioni demoniache di Amazon? Che mi dessero un segno, questi Authors United. Venga lo Sciacallo, o Kundera, venga il Premio Nobel. Ecco, sì, questa storia del Premio Nobel potrebbe effettivamente segnare una svolta.

Cosa succede, infatti, se il Nobel quest'anno lo vince uno degli scrittori nemici di Amazon? Capitan Bezos con i libri ci campa, il titolo vincitore del Nobel dovrà pur venderlo, ma come si fa a cavalcare un cavallo intento a disarcionarci? In questa super guerra, dunque, la mossa vincente potrebbe arrivare da dove non te lo aspetti, ovvero dalla Svezia. Bezos ne è consapevole? E Wylie? E i bookmaker? Non lo so, ci ho provato, ma ora come ora questa storia continua a confondermi, e ad annoiarmi. Forse tutto acquisterà un po' di brio quando assegneranno questo benedetto Nobel.  

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

3 Commenti
  1. “perciò all’appello hanno aderito, tra i tanti, Saul Bellow, Roberto Bolano, Joseph Brodsky, John Cheever, Allen Ginsberg, Norman Mailer, Arthur Miller, Hunter Thompson”… che però sono tutti più o meno variamente morti…

  2. Hai ragione Andrea, è che ci siamo immaginati l’ira dei suddetti se fossero ancora in vita! 🙂

    Scherzi a parte, grazie per la segnalazione, provvediamo a correggere seduta stante!

  3. @Andrea Per un erroraccio del genere meriterei di trascorrere una giornata con Bezos e Wylie a tentare di fargli fare pace. Davvero, non posso che scusarmi per questa brutta figura. Spero che anche gli autori ingiustamente richiamati in vita perdonino la goffa negromanzia.