La lettera aperta degli scrittori contro il governo Putin

Sono giorni importanti per la Russia agli occhi del mondo. Domani ci sarà l'inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Sochi e l'attesa vive da tempo momenti di preoccupazione. Fortemente voluti dal presidente Vladimir Putin, i giochi sono stati accompagnati fino ad oggi da timori provenienti da più parti, motivati dalle politiche rigide, per molti versi autoritarie, del Governo di Mosca. Le precarie condizioni in cui sono stati accolti i giornalisti in questi giorni nelle località delle competizioni olimpiche, i già noti provvedimenti discriminatori contro le comunità omosessuali, le tensioni dovute a possibili attacchi terroristici hanno contribuito a un clima tutt'altro che sereno, come invece dovrebbe essere nell'imminenza di una grande manifestazione sportiva.

Il mondo della cultura e della letteratura non ha mancato di fare la sua parte per la salvaguardia e il rispetto di quei diritti umani fondamentali che in Russia sono messi sempre più in discussione. Proprio oggi, alla vigilia delle Olimpiadi, un'assemblea di oltre 200 autori di livello internazionale, tra cui Salman Rushdie, Gunter Grass, Margaret Atwood e Jonathan Franzen, si è espressa in una lettera aperta al quotidiano inglese The Guardian per condannare le leggi russe contro gli omosessuali definendole «soffocanti nei confronti della creatività e della libertà di espressione»

Nello specifico, il contenuto della lettera si scaglia contro le leggi, da poco approvate, che vietano rispettivamente la «propaganda dei rapporti sessuali non tradizionali» e rendono atti criminali l'insulto religioso e la diffamazione. Secondo gli scrittori firmatari, queste leggi mettono in pericolo l'attività di scrittori e giornalisti, che rischiano pene e punizioni molto severe dovute al fatto di svolgere semplicemente il loro lavoro, esprimendo opinioni, raccontando fatti, riportando notizie.

Tantissimi gli scrittori che hanno partecipato a questa iniziativa, tra cui anche quattro Premi Nobel per la Letteratura: Gunter Grass si è unito infatti a già presenti Wole Soyinka, Elfriede Jelinek e Orhan Pamuk, e ad altri scrittori provenienti da oltre 30 paesi, tra cui ricordiamo Carol Ann Duffy, Julian Barnes, Ian McEwan e Neil Gaiman. Tra i firmatari c'è anche una delle più importanti scrittrici russe, Lyudmila Ulitskaya

La lettera è solo l'ultima delle diverse attività promosse dalla campagna di sensibilizzazione organizzata dal PEN International, l'associazione internazionale non governativa di scrittori contro quelle che sono state definite «restrizioni draconiane alla libertà di espressione». Inoltre, l'organizzazione degli scrittori si era già espressa in maniera decisa nei confronti del Governo russo lo scorso dicembre, quando circa 2000 prigionieri (tra cui due membri delle Pussy Riot) vennero rilasciati con reazione positiva da parte comunità letteraria mondiale. Tuttavia, molti hanno intravisto nell'operazione una mossa apparentemente distensiva di Putin per alleviare le critiche in vista delle Olimpiadi. 

Salman Rushdie, uno dei primi a sostenere la campagna, l'ha definita «fondamentale e incredibilmente importante per tutti gli scrittori, artisti e cittadini russi». Importanti (e preoccupanti) anche le dichiarazioni della scrittrice Ulitskaya, la prima donna a vincere l'equivalente russo del Booker Prize: «le autorità russe stanno tentando di imporre una ideologia culturale che, sotto molti aspetti, imita lo stile della propaganda sovietica. Ho firmato la lettera del PEN, perché, come molti cittadini russi , sono profondamente preoccupata per le crescenti restrizioni alla libertà di espressione nel mio Paese. Sono spaventata dalla crescente dipendenza che il sistema giudiziario subisce dalle autorità governative». Dello stesso parere Neil Gaiman: «La libera espressione – libertà di parola, di scrivere, discutere, dissentire – è la più importante libertà che abbiamo come esseri umani. Odio vedere che questa venga soffocata in Russia. Spero che Putin legga la lettera aperta, spero che cambi rotta».

Luigi Mauriello

È un romantico nel senso fitzgeraldiano del termine. Nella vita scrive, beve caffè, va a caccia di refusi sulle locandine dei trasporti pubblici. Dategli uno spunto d'appoggio e con un paragrafo vi salverà il mondo.

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