La Mondadori punta su Martin e Altieri promette corna di cervo

È trascorso circa un anno e mezzo da quando su Finzioni facevamo notare come, nel panorama editoriale italiano, gli estimatori del Fantasy fossero considerati lettori di serie B. A tal proposito chiamavamo in causa nientepopodimeno che la Mondadori, lamentando la poca cura riservata alle edizioni de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Ebbene, le nostre critiche e le nostre richieste, insieme a quelle che voi stessi avete riportato nei commenti e a quelle di altri appassionati della saga (basti pensare, giusto per fare qualche esempio, a Martina Frammartino di FantasyMagazine nonché ai gestori del sito La Barriera e della pagina facebook dedicata alle Cronache) sono state ascoltate.

Lunedì 4 marzo, infatti, proprio la Mondadori ha organizzato un incontro tra alcuni responsabili dell'edizione italiana delle Cronache, il traduttore Sergio Altieri e un pool (è proprio il caso di dirlo) di blogger, addetti ai lavori e fan della serie.
Lo scopo dell'iniziativa? Realizzare un coraggioso esperimento editoriale attraverso il quale mettere a confronto chi i libri "li fa" e chi, dall'altra parte, li legge.

Il primo, spinosissimo, argomento che è stato trattato è quello relativo alla divisione dei libri originali nella versione italiana.
Cosa è saltato in mente ai responsabili Mondadori quando, nel lontano 1999, hanno deciso di dividere in due A Game of Thrones? Le ragioni sono molteplici. Sì, c'è quella ovvia del maggior guadagno economico, ma ce ne sono anche di più pratiche: come ben sappiamo, la traduzione dall'inglese all'italiano comporta, la maggior parte delle volte, un'importante percentuale di pagine in più. A parte l'evidente scomodità derivante dal portarsi dietro un malloppo di un migliaio di pagine, la considerevole lunghezza avrebbe probabilmente scoraggiato il lettore medio posto di fronte a un'opera nuova, imponente e pressoché sconosciuta. Oggi, visto il grande successo di Martin, almeno la parte relativa al "problema vendite" è venuta meno e, con essa, la necessità di continuare a tenere separati i vari romanzi.

Per questo, d'ora in poi, l'Edizione Oscar dal titolo Il Trono di Spade si atterrà alle pubblicazioni originali, senza rimaneggiamenti e spezzettamenti di sorta. In libreria trovate già i primi due volumi (12) mentre il terzo (che, per capirci, è l'originale A Storm of Swords finora diviso in Tempesta di spade, I fiumi della guerra e Il portale delle tenebre) uscirà ad aprile 2013. Si tratta di un'edizione che segue, come si intuisce dalle copertine – che ricalcano le locandine – e dal titolo, la programmazione del telefilm HBO.
Arriverà ad aprile anche il secondo libro delle Cronache in Edizione Deluxe (corrispondente a A Clash of Kings, per noi Il regno dei lupi + La regina dei draghi), rilegato "in pelle di drago". Dopo lo stemma della Casa Stark, che spicca sulla copertina del primo volume, questa volta toccherà ai Lannister. Seguirà i terzo volume (corrispondente a A Storm of Swords) in prossimità di Natale 2013. In questo modo, l'Edizione Oscar e quella Deluxe potranno successivamente andare di pari passo.
Tutto ciò non comporta, d'altra parte, l'eliminazione dell'edizione economica. A tal proposito, sempre in primavera sarà finalmente disponibile I Fuochi di Valyria, mentre bisognerà aspettare novembre per La danza dei draghi.

Alcuni di voi ricorderanno che, nell'aprile 2011, la Mondadori sembrava essersi pentita delle divisioni selvagge e aveva cercato di aggiustare il tiro. Ne era derivato il tomo(ne) da 1601 pagine, Le cronache del ghiaccio e del fuoco: 1, con i suoi ben noti problemi, non ultime le mappe assenti e le appendici piene di spoiler. L'accoglienza dei fan non era stata delle più calorose (per dirla con un eufemismo), il che ha convinto la Mondadori a sospenderne la pubblicazione. Non possiamo che unirci ai cori di giubilo.

Ulteriore motivo di scontento tra i lettori è rappresentato dall'assenza degli eBook ufficiali delle Cronache (di non ufficiali ce ne sono eccome, basta dare un'occhiata in rete). Sarete dunque lieti di sapere che, finalmente, in casa Mondadori se ne parla come di un progetto a breve termine. Sarà nostra cura tenervi informati e avvisarvi appena l'edizione digitale sarà disponibile.

Ma l'opera di Martin, lo sappiamo, non si può ridurre alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
È in programma per giugno l'arrivo in libreria di Wild Cards, la serie ideata e curata da Martin alla fine degli anni '80 che verrà proposta da Mondadori in maniera integrale, per la prima volta in Italia. Si inizierà con i primi quattro volumi: L'origine, L'invasione, L'assalto, La missione (i primi due, in realtà, sono già stati pubblicati nel 2010 da Rizzoli, in un'edizione ormai fuori catalogo) cui seguirà, nel corso del tempo, il resto della serie. Abbiamo avuto modo di visionare le bozze delle copertine e possiamo dirci soddisfatti (e sì, per inciso, anche quelle delle Cronache subiranno notevoli miglioramenti).
Infine, a settembre sarà la volta di Tuf Voyaging, ciclo di racconti fantascientifici finora mai tradotto per intero in italiano.

Le sorprese in casa Mondadori non avranno comunque termine a breve, visto che sono in valutazione altri progetti riguardanti le opere di Martin, uno per tutti la probabile pubblicazione di un'antologia contenente i racconti dedicati a Dunk ed Egg.

Veniamo ora alla parte che interessa ogni fan col dente avvelenato che si rispetti: l'incontro con Sergio Altieri.
Dopo aver legato il suddetto traduttore a un palo e avergli puntato contro un arakh ben affilato, noi strenui difensori della parola martiniana abbiamo iniziato a porgli qualche cortese richiesta, del tipo: «Se non vuoi fare la fine di Viserys, spiegaci da dove accidenti hai tirato fuori quel dannato unicorno!» e altre amenità simili.
Le spiegazioni ci sono state fornite (senza arakh e oro fuso e, anzi, durante una chiacchierata interessante e costruttiva) e Altieri ha contestualizzato le sue scelte nel corso di un excursus relativo alle sue esperienze e alla situazione della narrativa fantasy alla vigilia del 2000.
Quanto al benedetto «rostro mutilato di un unicorno», ha ribadito di aver preferito l'unicorno al cervo per dare un'aura ancora più "fantasy" alla storia.
Spiegazioni più o meno condivisibili dai lettori a parte, l'importante è che questo, così come i capelli corvini di Sansa e altri errori e aggiunte (probabilmente anche quella relativa all'inserimento del nome di Eddard Stark in un discorso relativo al torneo di Harrenhal ne La regina dei draghi), verranno eliminati nelle prossime edizioni. Insieme agli spoiler in quarta di copertina.

Insomma, per farla breve, nel 1999 nessuno in Mondadori si aspettava il successo planetario delle Cronache e ora che, anche grazie alla serie tv, è diventata una delle serie più lette al mondo, la Mondadori ha finalmente deciso di dedicarle l'importanza che merita. Non dimentichiamo che in Italia proprio Martin risulta l'autore più letto del 2012 in edizione tascabile, con vendite che superano perfino quelle relative alle opere di Italo Calvino (se ciò sia un bene o un male lo lasciamo giudicare a voi).

E quindi? Missione compiuta? Giustizia per i fan di Martin è fatta? Basta lettori di serie B? Chissà. Ogni promessa è debito e noi, ovviamente, controlleremo che quelle fatte lunedì vengano mantenute.
Ma siamo fiduciosi, inutile nasconderlo: il solo fatto che lettori e appassionati abbiano potuto dire la loro e abbiano trovato un gruppo serio e propositivo pronto ad ascoltarli e ad accogliere i loro suggerimenti fa ben sperare. E la disponibilità mostrata fa onore alla Mondadori. Perché, come è stato ripetuto più volte nel corso dell'incontro, errare è umano e nessuno è perfetto, ma in pochi sono disponibili ad ammettere i propri errori e a cercare di porvi rimedio aprendosi al dialogo.

Valentina Simoni

Una laurea in giurisprudenza, ma da grande voglio fare la coccolatrice di akita. Dico cose che non dovrei dire. Scrivo cose che non dovrei scrivere. Leggo cose che non dovrei leggere. Feticista della grammatica italiana e lettrice compulsiva, bookaholic senza speranze, divoratrice di serie tv. Nel tempo libero ascolto musica classica, imparo a suonare chitarra e pianoforte e gioco a riordinare la mia libreria.

17 Commenti
  1. Speriamo bene… mi sembra però che la traduzione abbia toccato il suo punto più basso proprio con gli ultimi due volumi. Mi raccomando, Altieri: si chiama spada bastarda, non spada del bastardo…

  2. Nessuno se l’aspettava… in Italia! Se non ci si può aspettare successo da parte di un autore che vince ripetutamente Hugo e Nebula (ok, non ripetutamente…) di chi ce lo si può aspettare?
    Sinceramente non vedo l’utilità di trovare in libreria 4 versioni dello stesso libro, con una quinta, anche se riveduta e corretta, in programma. Perché mentre riempi gli scaffali di Martin, ci sono altri autori, anche italiani, di cui “nessuno si aspetterebbe il successo”, che non vi trovano spazio. Senza scomodare gli unicorni.

  3. Mi riferivo ovviamente all'Italia (altrimenti avrei scritto 1996 e non 1999, anno di esordio della saga in Italia, appunto). Ho comunque precisato, in modo che non ci siano dubbi a riguardo. 🙂

    Il successo a livello mondiale, ad ogni modo, premi a parte è arrivato con le Cronache. Non che prima Martin non fosse conosciuto, anzi, ma è indubbio che siano state le Cronache a porlo sull'Olimpo degli autori fantasy (almeno per il grande pubblico, per la critica e gli appassionati del genere è un altro paio di maniche). Così come è chiaro che negli ultimi anni il numero dei lettori abbia subito un'ulteriore impennata grazie alla serie tv.

    Quanto alle nuove e molteplici edizioni… sono d'accordo in parte. Naturalmente sarebbe stato meglio avere una edizione già perfetta, ma visto che in Italia non esiste e che i lettori si sono più e più volte lamentati delle divisioni dei volumi e degli errori di traduzione, il fatto che nelle nuove edizioni (o nelle ristampe di quelle già edite) gli errori vengano corretti rappresenta comunque un passo in avanti (e alcuni sono rilevanti, ché uno sugli unicorni ci scherza ma, giusto per non cambiare esempio, alle corna di cervo gira attorno un presagio di morte ben chiaro – così come il colore dei capelli è importante in una saga in gran parte basata su intrighi dinastici).

    Quindi, per quel che mi riguarda, possiamo discutere sull'opportunità di fare millemila edizioni della stessa opera (prassi che nemmeno a me risulta molto simpatica, ti dirò, ma qui entrano in gioco i meccanismi del marketing e non solo e non è decisamente il mio campo), ma almeno quella "riveduta e corretta" è necessaria. Se non altro per rispondere alle richieste di gran parte dei lettori (che era, appunto, lo scopo dell'incontro).

  4. Sì, naturalmente non contestavo la tua frase ma la lungimiranza degli editori italiani. Il premio Hugo è decretato da qualcosa di simile a una giuria popolare, quindi riflette successo commerciale. Non è un caso che lo pubblichi Mondadori, nonostante GRRM fosse noto in Italia prevalentemente come autore “minore” di SF.

  5. >>Quanto al benedetto «rostro mutilato di un unicorno», ha ribadito di aver preferito l’unicorno al cervo per dare un’aura ancora più “fantasy” alla storia.

    Questo secondo me indica come in Italia si conosca poco il Fantasy. Io non sono un’esperta di fantasy, ma dopo aver letto il primo libro potevo dire con certezza che non era proprio fantasy puro…anzi. La sua giustificazione mi sembra un’idiozia perché tu traduttore per me non devi dare una tua interpretazione personale alla storia, nel tradurre devi solo rimanere fedele al senso di quello che l’autore voleva dire. E in questo caso aveva un senso il Cervo, dai.
    Mah.
    Cmq nessuno gli ha chiesto cosa intendono fare nel futuro ? Il VI libro lo spezzeranno ancora in TRE parti ?
    L’ultimo libro, A Dance with dragons, è semplicemente scandaloso, per leggerlo tutto in italiano si doveva pagare circa 60€.

  6. @Silvia: la domanda sul futuro l'ho fatta personalmente, in previsione di una richiesta simile. La risposta è stata: d'ora in poi, la versione "ufficiale" dell'opera sarà quella non divisa, ci si atterrà all'edizione originale. Non abbiamo che da attendere e vedere cosa accadrà.

    Quanto alla spesa: l'unico modo per spendere meno è aspettare l'edizione economica, purtroppo. La cosa buona è che gli ultimi due libri di "A Dance With Dragons" in economica usciranno presumibilmente senza gli errori e i refusi che si trovano ora sui volumi.

  7. Ho un amico che si è imparato l’inglese per leggerselo in originale e non si è fermato lì, adesso legge libri di tutti i tipi…per cui queste politiche editoriali discutibili qualche effetto positivo l’hanno avuto 😉

  8. @marco: Sembra quasi la mia storia! Io ho iniziato a leggere in inglese proprio con “A Feast for Crows”, perché un giorno me lo sono trovato davanti in edizione economica, <10€, mentre ancora ci si chiedeva quando sarebbe uscito in italiano. Ora leggo libri in italiano e in inglese, soprattutto quelli che so che non arriveranno mai da noi. Per esempio (ma questo, in effetti, sta per essere pubblicato) ho da poco iniziato The First Law, la trilogia di Abercrombie. Leggere in inglese aiuta a stare al passo coi tempi, perché è la lingua del fantasy, salvo poche eccezioni.
    L'altra ragione è la reperibilità dei titoli, soprattutto quelli vecchi.

  9. @ Marco
    Si, anch’io ho letto in inglese. Però ci sono persone che l’inglese non lo sanno, non tutti hanno avuto questa possibilità purtroppo (parlo della generazione anni ’80). E hanno comprato i libri perché come me erano curiosi di leggere, tra l’altro frustrati perché cmq la versione italiana forniva la storia a pezzi e a mesi di distanza.

  10. Ma perché nel primo volume il Metà Lupo degli Stark è dorato in copertina e il leone dei Lannister sul secondo è argentato???!! Questa cosa mi altera un pochino ahahahaah