La pagina che non c’era

Un romanzo è un'entità meravigliosa, è un mondo racchiuso in uno spazio piccolissimo, un miracolo insomma. Ma il suo più grande pregio è anche il suo più grande difetto. Lui è lì, compito e compiuto, e così rimane. Se quel finale non vi è piaciuto molto, se quel dialogo che volevate leggere non c'era, o, semplicemente, se uno sgambetto a quell'antipatica, con capitombolo annesso, voi lo avreste gradito… mi dispiace. Lui così è, la prossima volta che leggerete quel libro sarà sempre uguale. Io ho iniziato con le Streghe di Roald Dahl -avevo problemi con il protagonista che rimane topolino!- e non ho smesso più; in quest'ottica l'invidia che provo per i ragazzi partecipanti a La pagina che non c'era è immensa.

Mi sto riferendo a un festival-concorso letterario, destinato agli studenti del trienno delle scuole superiori, che ha toccato, nelle giornate dell'1 e del 2 Marzo, il culmine, con l'incontro, avvenuto a Pozzuoli, con i quattro autori scelti per quest'edizione, Andrea Bajani, Maurizzio de Gianni, Paola Sorigo e Andrea Tarabbia. La prima parte si era incentrata sulla lettura e analisi di un'opera di ciascun autore, mentre la prossima sarà la vera e propria lettura creativa e darà la possibilità ai ragazzi di aggiungere una pagina ai romanzi, in qualsiasi punto essi vogliano, immedesimandosi nello stile dello scrittore. Gli autori dei più belli, scelti da una giuria di professori e scrittori, verranno premiati a Giugno con -quale regalo più azzeccato?- libri.

Il progetto, gestito interamente dai ragazzi, si è aggiudicato lo scorso Dicembre il premio Maggio dei libri, promosso dal Ministero dei Beni Culturali e dal Centro per il libro e la lettura, nell'ambito della campagna nazionale di promozione della lettura. Ormai giunge alla terza edizione, nacque nel 2010 da una idea di Diana Romagnoli e Maria Laura Vanorio per far (ri)avvicinare gli studenti ai libri, dando loro la possibilità di partecipare ad un'esperienza di scambio e incontro. Sembra proprio che l'iniziativa, passata da un ambito provinciale a quello nazionale, abbia avuto successo.

Creare tanti piccoli scrittori? Assolutamente no, sottolineano le ideatrici.

Naturalmente il nostro obiettivo non è quello di formare scrittori, convinte come siamo con Beniamino Placido che in Italia ci sono sempre stati troppi scrittori e pochi lettori: abbiamo la pretesa di insegnare, attraverso questo lusus oulipiano, la grammatica della scrittura, della lettura e della fantasia (Rodari), dalla quale potrà germinare da sé il piacere di leggere che non può mai essere imposto.  

 

Giulia Gestri

Nomade per caso o per vocazione. Ha libri ovunque nel mondo, ma per mandarla in crisi basta chiederle da dove viene.

1 Commento
  1. ottimo! devo riprendere a frequentare la scuola per consigliare a colleghi e ragazzi il tuo blog!…ad maiora!