La perfetta strenna natalizia: Mein Kampf

Waterstone, la più grande catena di librerie d’Inghilterra, si è scusata dopo che uno dei suoi punti vendita ha consigliato come regalo natalizio il Mein Kampf di Adolf Hitler.

Quest’anno le raccomandazioni dello staff della libreria di Huddersfield includevano, accanto ai libri di ricette di Jamie Oliver e la biografia di Steve Jobs, anche il delirio antisemita di Hitler, con tanto di fascetta che recitava “il perfetto regalo di Natale” e una descrizione che lo definiva “una lettura essenziale per chiunque voglia indagare a fondo una delle più spregevoli figure della storia. Una lettura scioccante e un monito vitale per le future generazioni”.

La denuncia è arrivata da un cliente indignato che comunicando le sue perplessità a un commesso si è sentito rispondere che si tratta di un libro che vende sempre molto bene sotto le feste. Successivamente la comunità ebraica si è fatta sentire nella persona di Jonathan Levine, un commerciante di Manchester, che ha denunciato la presenza di numerose copie del Mein Kampf in esposizione nelle vetrine o all’interno di diversi punti Waterstone a Manchester, Liverpool e Cheshire. Tanto da far venire il dubbio che dietro tutto questo zelo nel promuovere l’opera ci sia ben altro che l’infelice idea di un singolo commesso.

In ogni caso il portavoce della Waterstone ha fatto il mea culpa, ammettendo che la dicitura “regalo perfetto”, che si solito viene usato per saggi di storia tedesca o libri sulla seconda guerra mondiale, fosse inadeguata per un’opera politica e ha promesso più attenzione in futuro.

La questione è complicata, del Mein Kampf avevamo già parlato quest’anno riguardo alla imminente scadenza dei diritti d’autore: è giusto far circolare e in questo caso pubblicizzare fortemente, libri che incitano all’odio razziale? Bastano due righe striminzite di descrizione, peraltro condivisibili, a giustificarne la presenza massiccia sugli scaffali delle librerie?

Viviana Lisanti

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