Le cose cambiano, a prescindere dalla pasta

Va be' che noi italiani parliamo sempre di pasta e chi si riferisce a noi italiani lo fa parlando sempre di pasta, ma negli ultimi giorni abbiamo un po' esagerato. Il riferimento è ovviamente allo scivolone di Guido Barilla e al putiferio mediatico che le sue dichiarazioni hanno scatenato. Poi è andata come è andata, con tanto di video di scuse del diretto interessato, ma le reazioni che sono schizzate sui social network non hanno fatto altro, mi prendo la responsabilità di questa mia opinione, che ricordarmi cosa non mi piace del modo di pensare delle persone. La mia bacheca, e quella di tutti voi, è stata intasata dal solito traffico di commenti ironico-rabbiosi contro la Barilla, con tanto di immediate quanto scontate proposte di boicotaggio. Più furba, invece, la pronta e cinica reazione delle case concorrenti, che hanno subito preso distanza dall'avversaria con una sorta di gara alla pasta più tollerante. La mia idea in merito è che l'educazione non la fa né la pasta, né la pubblicità, che al massimo va incontro al cliente e quindi, pur inculcandogli spesso e volentieri nuovi interessi e manie, deve rispecchiarne il modo di pensare per attirarlo. L'educazione alla tolleranza e al rispetto la fanno la famiglia, la scuola e i libri. Quindi, fa scalpore un'uscita infelice come quella di Guido Barilla, ma fa altrettanto scalpore che molte persone credano di difendere i diritti dei gay pubblicando post o tweet ironici, quando poi di fronte a due donne per mano per strada o a due uomini che si baciano in metro, molti continuano a ancora darsi di gomito, compresi parecchi di quelli che postano e twittano. 

Il preambolo, mi si perdoni, è doveroso per introdurre una notizia che non può non richiamare il caso Barilla. Oggi esce per Isbn Edizioni Le Cose Cambiano, l'edizione italiana di un volume che ha raccolto le testimonianze riunite dal progetto It gets better, messo in piedi tre anni fa dallo scrittore Dan Savage e dal marito Terry Miller. Sul sito si legge: «Il progetto Le Cose Cambiano ha lo scopo di ricordare ai teenager LGBT (ndr acronimo di Lesbiche Gay Bisessuali e Transgender) che non sono soli, e che le cose per loro cambieranno, in positivo. Siamo convinti che lo strumento più potente di comprensione ed educazione, nonché il migliore antidoto contro l'isolamento, sia la narrazione; che le storie possano fare bene sia a chi le racconta, sia a chi le ascolta.» L'iniziativa ha accolto numerosissime testimonianze video in America e in Italia che il volume edito da Isbn ora raccoglie e propone destinando il ricavo delle vendite all'associazione no profit Girls and Boys che promuove Le Cose Cambiano. 

A ispirare Savage e Miller furono soprattutto i suicidi dei ragazzi omosessuali vittime di bullismo da parte dei loro coetanei. Attraverso i video e le parole di persone che hanno vissuto e vivono in prima persona le medesime esperienze, ma anche di chi semplicemente vuole metterci la faccia per dire la propria su ogni manifestazione di intolleranza e offesa, chi crede di dover affrontare da solo l'ignoranza altrui può sentirsi in buona compagnia. Iniziative del genere servono a suggerire che le cose cambiano per davvero, se ci si sforza per dimostrare attivamente e concretamente la propria voglia di cambiare e di andare avanti. Il soprastante pippone sulla faccenda della Barilla l'ho propinato per ricordare che c'è ancora molto da imparare, nel nostro Paese. Hanno molto da imparare alcuni manager, ma hanno molto da imparare anche molti italiani, sia tra quelli che la pensano come Guido Barilla (la maggior parte) sia tra quelli che si indignano per le sue parole. Perché indignarsi non serve a nulla, specie se la massima indignazione prevede la scelta, quasi per ripicca, di un tipo di pasta rispetto a un'altra. Si può sperare di permettere a questo Paese uno scatto in avanti proprio con esperienze come quella di Le Cose Cambiano, dove è la coscienza delle persone a essere sollecitata, non la loro superficiale avversione verso l'indelicato di turno. E allora sarà solo recuperando la vera voglia di ascoltare e di imparare, di confrontarsi e di discutere che si potrà arrivare al momento in cui le dichiarazioni di intolleranza saranno talmente assurde da passare inosservate, come accadrebbe con le farneticazioni di un matto per strada. Perciò a pranzo e a cena buttate la pasta che vi pare: ciò che conta è quello che sarete in grado di imparare e insegnare nel resto della giornata. 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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