Le soddisfazioni di George R. R. Martin

(photocredit: skyarts)

 

È o non è un faccione che ispira subito simpatia? Sì, diciamocelo, al vecchio George R. R. Martin uno non può che augurargli del bene, specie sotto le feste. Non bisogna essere per forza amanti del fantasy e dei suoi libri per riconoscergli il grande merito di aver inchiodato milioni di lettori sulle sue Cronache del ghiaccio e del fuoco, divenendo nel 2011 autore dell'anno negli Stati Uniti.

Oggi più che mai, quando le elezioni per il miglior libro del 2012 lasciano non poche perplessità, è un piacere scoprire che la rivista Locus ha nominato Martin secondo miglior autore fantasy del XX secolo (qui la classifica), fondamentalmente perché si tratta di un riconoscimento più che meritato, ciliegina sulla torta per un anno da incorniciare. La serie televisiva di Game of Thrones spopola e trova fan sfegatati in tutto il mondo (pronti a gustarsi una birra per festeggiare l'uscita della terza stagione), poi viene pubblicato La danza dei draghi che, seppur con qualche delusione, è un successo poderoso. 

Dopo un ventennio trascorso a sfornare libri (moltiplicati per miracolo dall'editoria italiana come pani e pesci), George R. R. Martin chiude l'anno alla grande e si gode il successo. Certo, c'è a chi importa poco o niente dei Sette Regni, dei Lannister e degli Stark, chi ama i gialli e snobba il fantasy, chi preferisce l'erotismo in tutte le sue sfumature e chi legge solo quello che passa il convento di Fazio. I lettori sono belli perché vari, così come è bello curiosare, scoprire, ricredersi o rimanere delusi. Allora Martin brinda, e noi con lui. 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

1 Commento
  1. Si trattava di un online poll ospitato dalla rivista, ma a cui potevano partecipare tutti (l’ho fatto anch’io) per cui più che migliore bisognerebbe dire più popolare.
    Il fatto che Tolkien e Martin arrivino primo e secondo è quindi conferma del livello di popolarità, non necessariamente indicatore di qualità, esattamente come per quanto riguarda le sfumature.