L’editoria salvata da Sasha Grey

(photocredit: partystag)

Il suo nome era conosciutissimo, anche se molti giurano di averla scoperta come dj. Sasha Grey è una figura poliedrica: pornostar, attrice, modella, musicista e persino scrittrice. Il suo primo romanzo, Juliette Society, uscirà in Italia questa estate, edito da Rizzoli, e da mesi è indicato come un best seller annunciato, il vero Anti-Cinquanta Sfumature che potrà portare alto il vessillo del nuovo erotismo letterario, per la gioia di lettori, lettrici e addetti ai lavori. 

Puntuali come il peggior te l'avevo detto, anche quest'anno i dati Istat su libri e lettura in Italia ci ricordano quanto sia inutile vantarsi di essere lettori "forti" in un Paese di non lettori. Quando penso al fatto che quasi un italiano non legge neanche un libro l'anno, ho un po' una crisi esistenziale e mi viene il dubbio che tutto questo non serva a nulla, che lo scrivere libri e il parlare di libri sia – come è sempre stato – un fatto per pochi. Mentre un rassegnatissimo pessimismo cosmico rischia di avvolgermi, una mano si allunga verso di me, il bastone di salvataggio per uscire dalle sabbie mobili. In realtà sono più mani, collegate a più braccia e a più persone, che riesco a identificare solo mentre accetto di essere tratto in salvo dal pantano. Calmato l'affanno, finalmente la vedo: è Sasha Grey. Accanto a lei, però, ci sono anche EL James e Benedetta Parodi, che mi sorridono beate, tipo tre grazie, e dicono: «Stai tranquillo, ci pensiamo noi a farli leggere.» Mentre smaltisco lo spavento, mi lascio accompagnare da loro, che mi spiegano di cosa si tratta. Per la strada incontriamo Melissa P. che urla qualcosa a Sasha Grey, ma non riesco a distinguere bene le sue parole. 

In Italia ci piace mangiare bene, fare l'amore e farci gli affari degli altri. Certo, a una parte degli italiani piace anche parlare di Nietzsche, leggere Fitzgerald e discutere del film del Grande Gatsby, ma si tratta di una ridicola minoranza di persone che deve accontentarsi di farlo sui propri blog, stando buoni buoni a (ri)costruire il ceto intellettuale a colpi di tweet. L'editoria, quella grossa, che fa inciampare la gente in libreria con la scusa di venderti un pacchetto di gomme, una Moleskine, un quadernino in carta riciclata o un libro a 99 centesimi, si muove grazie a Sasha Grey ed EL James, e al limite si fa dare una mano dai Dan Brown, D'Avenia e Saviano di turno. Il resto c'è, esiste ma non si vede, vale ma non si vende. A questo punto, è inutile continuare a domandarsi perché. Chissà, se un giorno i dati Istat segnaleranno qualcosa di decente dovremo ringraziare anche Sasha Grey, e lo faremo, con sincerità. Per ora, non ci resta che piangere leggere.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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