Lettori in vetrina: prezzi vantaggiosi per acquirenti “esposti”

In una fase storica segnata dalla grande crisi dell’oggetto libro, dal calo inesorabile e progressivo della percentuale di lettori forti e dal crollo del mercato editoriale, le si provano proprio tutte per scongiurare quella si presenta sempre più come la fine imminente e invertire la rotta della catastrofe. In che modo? A mali estremi, estremi rimedi, si dice: e pare che i principali sostenitori di questa linea d’attacco siano proprio i librai, a conti fatti i più colpiti dalla crisi.

Non stupisce dunque che in Canada, nello specifico nel quartiere del Vieux-Québec, la libreria Pantoute abbia recentemente inaugurato una strategia di incentivo agli acquisti niente male, anche se indubbiamente — per usare un’espressione cara ai francofoni bizarre. A partire dal 19 settembre e fino al 31 ottobre, infatti, chiunque lo voglia potrà approfittare della possibilità di leggere il libro desiderato direttamente in libreria, in cambio di uno sconto. Niente di strano, direte voi: se non che il cliente squattrinato dovrà dedicarsi alla sua attività del cuore direttamente in vetrina, sulla pubblica piazza.  Quale miglior invito alla lettura, in effetti, se non la contemplazione di un lettore assorto?

Le condizioni della sfida sono state messe in chiaro sulla pagina Facebook della libreria: «Per 30 minuti di lettura, uno sconto del 15%; per 15 minuti, del 5%!». Pare che sia assicurato persino il 15% su ben due titoli per gli instancabili talmente assorbiti dalle loro pagine da occupare la poltrona rossa per un tempo superiore a un’ora, indifferenti agli sguardi curiosi dei passanti…

E proprio sul web l’iniziativa ha riscosso un grandissimo successo. «Si tratta di un’idea che stuzzicava la nostra fantasia da diversi anni» ha spiegato il librario Patrick Bilodeau a Radio-Canada. «Per quanto ne sappiamo, nessun altro ha mai realizzato qualcosa del genere». [In verità una sorta di palcoscenico della lettura era stato allestito anche a Parigi dalla libreria Le Comptoir des mots, ma in questo caso a soli fini “espositivi” una pedana con due sedie circondate da tende, «come in un teatro», per potersi concentrare sulla lettura in un locus amoenus, senza però alcun beneficio economico.]

L’obiettivo? Quello di attirare lo sguardo dei curiosi in modo da incitarli a entrare in libreria. I meno timidi, come si diceva, potranno usufruire di prezzi vantaggiosi in cambio dei proverbiali 15 minuti di gloria, approfittandone per fare sfoggio della propria cultura. L’Italia dunque non è la sola a passarsela male, e non è possibile decontestualizzare questa proposta dal più complesso quadro di riduzione delle vendite del mercato librario quebecchese: dal 2013 al 2014 l’incasso del settore è sceso da 688 milioni a 622 milioni di dollari, registrando un picco negativo di circa il 10%. E per il 2015 non sono attesi certo dati migliori, se si considera che l’Observatoire de la Culture et de Communication del Québec ha dichiarato che la cifra annuale potrebbe non superare i 600 milioni.

«Tutto ciò che si può fare per contrastare questo declino, per riportare il libro al centro della scena, non può che essere positivo. Quindi anche la nostra iniziativa può essere interpretata in questo senso» ha infatti dichiarato lo stesso Bilodeau.

Che ben venga, dunque. Io lo farei, e voi?

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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