A lezione da David Gilmour si studiano solo scrittori maschi

Non è il chitarrista dei Pink Floyd, è molto meno famoso, è tra i candidati al Giller Prize, che è il riconoscimento letterario più importante in Canadà, ma di sicuro è il vincitore di un premio molto meno ambito, che ho appena istituito, ovvero il Bret Easton Ellis Award.

Intervistato da Shelf Esteem*, un blog della Random House Canada, lo scrittore ha fatto alcune dichiarazioni maracatamente sessiste, suscitando la disapprovazione di tutti gli ambienti letterari. Gilmour ha infatti detto che nei suoi corsi di scrittura creativa non è interessato a insegnare libri scritti da donne, con l’unica eccezione di Virginia Woolf, della quale usa un racconto breve. A briglia sciolta ha aggiunto: «Quello che insegno sono gli scrittori. Seri scrittori eterosessuali. Francis Scott Fitzgerald, Checov, Tolstoj. Veri uomini. Henry Miller. Philip Roth.» Per quanto riguarda le scrittrici e gli autori canadesi e cinesi (presumo di entrambi i sessi), ha affermato che spedisce i suoi studenti «qualche aula più in fondo».

Lo scrittore non ha la stessa risonanza mediatica di un Bret Easton Ellis, quindi la sua sparata non ha avuto una grande eco (e meno male), ma su Twitter, come era lecito aspettarsi, sono lo stesso piovuti messaggi di risentimento. 

Alla nostra incorruttibile moralità, tuttavia, il malcelato maschilismo di Gilmour non è cosa nuova. Flavorwire, in occasione di questa nuova performance, che è il termine più appropriato per definire questi dichiarazioni inopportune, ha passato in rassegna un numero di scrittori che hanno tradito un certo atteggiamento sessista nei libri o nelle interviste e che – fatto molto importante – fanno parte indiscutibilmente del nostro Canone. Da Norman Mailer a Charles Bukowski, per ricordarci che sono tanti gli scrittori che non vanno a messa la Domenica.

 

* Che nome bellissimo.

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

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