Pacifist Library, la biblioteca pacifista portabile

Photo credit: pacifist library

«Puoi ottenere da un libro tutto quello di cui hai bisogno leggendone solo il primo e l'ultimo capitolo». Ispirandosi a questa frase di Toma Sik "anarco-pacifista ungaro-israeliano, socialista utopista, vegano, antisionista, cittadino del mondo e esperantista" la coppia artistica italo-americana formata da Valentina Curandi e Nathaniel Katz ha dato vita al progetto Pacifist Library, la biblioteca pacifista nomade che viaggia attraverso New York City sulle spalle dei suoi ideatori. 

I libri collezionati dalla Pacifist Library sono tutti donati da gente comune o autopubblicati, per questo motivo riflettono i più diversi orientamenti politici e filosofici sul tema del pacifismo, nonviolenza e disobbedienza vicile. Katz e Curandi li accettano senza pregiudizi e si adoperano per rimetterli in circolo e disseminare idee radicali e alternative per le strade della città.

Uitlizzando le stutture in alluminio di due vecchi zaini da campeggio, i due amici hanno creato una piccola biblioteca pacifista da portare sulle spalle insieme a una stuoia, un seggiolino e un thermos con del tè: il minimo indispensabile per attirare la gente e invitarla a fermarsi, consultare un volume e unirsi alla conversazione. È facile che la gente attacchi bottone con due tizi che girano con dei libri sulle spalle. Basta uno sguardo curioso, un'occhiata alla selezione di titoli, un acceno scherzoso allo strano carico che si portano sulla schiena per iniziare a parlare e conoscersi. Questo è lo scopo della biblioteca pacifista, far diventare la lettura social, anzi far diventare i libri dei veri e propri "istigatori".  

Il libro è sempre un pretesto, un catalizzatore di discussioni prima e un innescatore di azioni poi. Ecco perchè è così importante la frase di Toma Sik che Nathaniel e Valentina hanno eletto a manifesto: leggere solo il primo e l'ultimo capitolo di un libro è tutto quel che serve perché avvenga uno scambio.

Pacifist Library non si limita a creare spazi di condivisione e confronto. Una delle azioni intraprese con successo è stata quella di stampare From Dictatorship to Democracy, del filosofo statunitense Gene Sharp, un saggio che nonostante sia libero da copyright, fino a qualche mese fa non risultava disponibile nelle biblioteche newyorchesi. Nathaniel e Valentina sono riusciti a distribuirlo in ben dodici traduzioni e donarlo alla Queens Library.

Che ci crediate o no, non vogliamo fare propaganda a nessuna ideologia. Come artisti, il nostro interesse è creare uno spazio aperto al dialogo e la Biblioteca Pacifista è il contesto nel quale vogliamo far nascere la discussione. La Primavera Araba (…) ha portato alla nostra attenzione l'opportunità di un grande cambiamento sociale nonviolento. Mossi da questa idea abbiamo direzionato la nostra ricerca verso la possibilità di portare la questione pacifista nello spazio pubblico.

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