Il libraio di Hong Kong che sfida la censura

(Photocredit: CnnGo)

 

Immaginate di essere uno scrittore cinese. Bene. Ora, se pensate di voler pubblicare un libro dovete sapere che di fronte a voi ci saranno due gruppi di lettori: quelli che lo leggeranno in versione integrale e quelli che leggeranno una versione "aggiustata". Sì, perché in Cina prima che un libro possa uscire è necessario che ci sia il lasciapassare del governo e, se c'è qualcosa che non va, o si dà una sistemata o il libro non viene pubblicato. Lo sanno bene sia editori e scrittori sia gli stessi lettori, i quali si ritrovano così a non poter disporre di un discreto corpus di libri censurati. Libri che, in teoria, non potrebbero mai leggere. In teoria. 

Già, perché se un libro è vietato a Pechino e nel resto della Cina continentale, lo stesso discorso non vale per Hong Kong. Questa regione gode infatti di uno "statuto speciale" ed è perciò esente dalle moltissime restrizioni che colpiscono invece il resto del paese. Così succede che moltissimi cinesi "di passaggio" da queste parti ne approfittano per entrare nella libreria di Paul Tang e accaparrarsi quei testi che altrove non sono disponibili, riuscendo ad aggirare la censura. Tutti quei libri che non dovrebbero essere letti vengono perciò letti eccome, nonostante il veto governativo.

Ovviamente si tratta di un iter un po' rischioso, ma per moltissimi cittadini cinesi si tratta dell'unica possibilità per informarsi e conoscere tutto quell'universo che si trova al di là della censura. Questa libreria di Hong Kong arriva così a vendere ogni giorno un centinaio di pubblicazioni proibite, diventando a tutti gli effetti l'unico ponte di collegamento che i lettori dispongono per accedere all'altra versione rispetto a quella propinata dal governo. Una vera boccata d'ossigeno per tutti i cittadini cinesi che non si accontentano di ciò che si può e provano a prendersi ciò che gli spetta

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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