L’inedito ‘buffo’ di Raymond Chandler

Pare che Raymond Chandler, scrittore americano noto ai più per i suoi romanzi noir e per le numerose collaborazioni come sceneggiatore a Hollywood (con registri del calibro di Billy Wilder e Alfred Hitchcock, tra gli altri) si sia dilettato in gioventù con tutt’altro genere di scrittura. È stato infatti di recente ritrovato alla Library of Congress di Washington un libretto di 48 pagine per l’opera buffa The Princess and the Pedlar, musicata da Julian Pascal, mai pubblicato dopo la registrazione del copyright nel 1917.

Artefice della scoperta è stata la scrittrice Kim Cooper che, alla ricerca di maggiori informazioni su Pascal, si è imbattuta in questo breve testo a suo parere fondamentale per cogliere il legame tra la giovinezza inglese dell’autore e il suo futuro da giallista. In esso, infatti, la storia d’amore a tinte fantasy tra l'erede di una famiglia reale e un venditore ambulante lascia spazio a momenti cupi in cui è possibile scorgere la vera vocazione di Chandler, la stessa che avrà poi modo di esprimere ampiamente nella sua produzione futura («Criminals dyed with the deepest dyes/ Hated of all the good and wise/ Soaked in crime to the hair and eyes/ Very unpleasant are we»).

Per quanto si tratti indubbiamente di un’opera minore, la Cooper ne sottolinea l’importanza per un duplice motivo: in primis, si tratta del primo tentativo dello scrittore di ritagliarsi uno spazio nel panorama culturale di Los Angeles dopo l’esperienza fallimentare a Londra; inoltre, le poche pagine rappresentano l’elemento in grado di sfatare il mito secondo il quale Chandler si sarebbe dedicato alla scrittura solo dopo il licenziamento nel 1931 dalla Dabney Oil Syndicate per alcolismo, assenteismo e relazioni con le dipendenti.

La Cooper e il marito Richard Schave, entusiasti di questo libretto definito «intelligente e deliziosamente satirico», hanno coinvolto l’attore Paul Sand nel tentativo di mettere in scena The Princess and the Pedlar, venendo però subito bloccati dai titolari dei diritti di Chandler, che hanno classificato l’opera come «acerba e non rappresentativa dell’autore», dal valore esclusivamente aneddotico. La coppia non si è arresa, incoraggiata nella sua determinazione dall’autore della biografia Raymond Chandler: A Mysterious Something in the Light, Tom Williams, affascinato da una scoperta che potrebbe aprire alla critica nuovi orizzonti finora inesplorati, oltre che soddisfare le curiosità dei fan.
I due coniugi hanno così deciso di aprire un sito web con maggiori informazioni ai fini di ottenere il supporto del pubblico al loro progetto.

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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