Marco Balzano ha vinto il Premio Campiello 2015

(Photo Credit: La Stampa)

Lo scrittore Marco Balzano vince la 53esima edizione del Premio Campiello con il romanzo L’ultimo arrivato, e la casa editrice Sellerio porta un altro titolo al trionfo per il secondo anno consecutivo dopo Morte di un uomo felice di Giorgio Fontana. Un risultato eccellente per l’editore palermitano e sicuramente a sorpresa per Marco Balzano, trentasette anni, che vive e lavora a Milano come insegnante di liceo e ha esordito nel 2007 con la raccolta di poesie Particolari in controsenso mentre il suo esordio narrativo, Il figlio del figlio, è del 2010 (già Premio Corrado Alvaro Opera Prima).

L’ultimo arrivato ha superato nei voti della giuria popolare il più quotato e rinomato romanzo di Antonio Scurati, Il tempo migliore della nostra vita: 75 voti contro i 107 di Balzano, su 282 giunti dalla consueta giuria di 300 lettori anonimi che compone il giudizio del Campiello. La classifica della cinquina finalista si completa con i 35 votii di Carmen Pellegrino con Cade la terra (Giunti Editore), Paolo Colagrande con Senti le rane (Nottetempo) che ha ottenuto 34 voti e Vittorio Giacopini a 21 con La mappa (Il Saggiatore).

Il romanzo di Marco Balzano racconta la storia di un piccolo emigrante, Ninetto, che nell’Italia degli anni Cinquanta si sposta in cerca di fortuna dalla Sicilia al Nord, a Milano. In questo nuovo teatro di vita in cui tutto gli accade per la prima volta, Ninetto racconta con immaginazione e personalità le sue vicissitudini: le avventure nei quartieri, l’incontro con nuovi amici, la scoperta dell’amore. Un romanzo che plasma un’iniziazione e che assomiglia molto per impulso e slancio alle vite di tanti che percorrono a distanza di anni lo stesso destino in un’Italia certamente cambiata ma che sembra conservare gli stessi movimenti, la stessa ricerca di un futuro migliore, dando spazio a storie simili. Del suo libro, Marco Balzano ha detto:

Mi stava a cuore ricostruire uno scenario e delle dinamiche assolutamente attendibili; volevo innestare su quello scenario una vita con i suoi limiti, otre che con le sue paure, le sue singolarità e le sue meraviglie. La vita di Ninetto, che è un personaggio di fantasia, rispecchia la mia idea di letteratura perché il realismo in letteratura credo che serva a complicare ulteriormente la realtà, a problematizzarla in maniera aggiuntiva e non a riferirla da storico.

Durante la serata, ci sono state anche altre premiazioni: il Premio Campiello Opera Prima è stato vinto da Enrico Ianniello, con il romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin (Feltrinelli). Il Premio Fondazione Il Campiello è stato assegnato a Sebastiano Vassalli, per la sua opera narrativa di grande valore etico e storico. Lo scrittore, scomparso lo scorso luglio, aveva accettato la notizia con soddisfazione. Il premio è stato ritirato dalla moglie Paola Tedeschi che ha ricordato il marito con commozione:

Quando una persona non c’è più, rimane una storia da raccontare. Mio marito, sempre così schivo, si definiva un nulla pieno di storie.

A fine serata, tutti gli ospiti del Teatro La Fenice, sede della premiazione, hanno ricevuto in regalo il romanzo postumo di Vassalli, Io, Penelope, edito da Rizzoli.

Luigi Mauriello

È un romantico nel senso fitzgeraldiano del termine. Nella vita scrive, beve caffè, va a caccia di refusi sulle locandine dei trasporti pubblici. Dategli uno spunto d'appoggio e con un paragrafo vi salverà il mondo.

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