“Marquez è morto”: bufala di Umberto Eco su Twitter

(Photocredit: vos.lavoz.com)

 

Fra scrittori, si sa, è sempre un po' difficile starsi veramente simpatici. Attestati di stima, collaborazioni, encomi, ma sotto sotto… Mors tua vita mea, per capirci. Solo che stavolta c'è chi ha preso la frase troppo alla lettera. Sul suo presunto profilo Twitter, infatti, Umberto Eco ha cinguettato: «Gabriel Garcia Màrquez è morto. Ricevo ora la notizia. Inutile ogni commento». Già, il problema è che – nonostante l'apprezzabile costernazione – il nostro semiologo stavolta ha lanciato una bella bufala. Celere infatti la smentita da parte del diretto interessato, che sul suo account ufficiale (?) direttamente dall'aldilà ha ribattuto: «E se dicessimo che è morto @UmbertoEcoOffic? Una notizia falsa». L'ulteriore rimbrotto per il falso Eco è arrivato da Jaime Abello Banfi, direttore generale della Gabriel Garcia Màrquez New Journalism Foundation, che ha risposto secco: «Non lasciatevi ingannare dalle voci, per favore.»

Ricapitolando: un finto Eco su Twitter ha annunciato la finta morte di Marquez, poi il finto Marquez ha smentito la propria finta morte, mentre il direttore vero della sua fondazione vera si è pure indispettito. Per tutti i fan del Premio Nobel la buona notizia è che Marquez è vivo e vegeto. Il finto Umberto Eco, però, non ha twittato rettifiche e ha invece aggiunto che la notizia della morte è stata confermata dalla sorella dell'autore di Cent'anni di solitudine e che a breve verrà annunciata anche sui giornali. Possibile che l'Umbertone nazionale, vero e presunto, abbia preso un granchio così grosso? Pare proprio di sì.

Così dopo Fidel Castro, Justin Bieber, Keanu Reeves, Adele, Mr. Bean e Jon Bon Jovi, anche Gabriel Garcia Marquez ci ha rimesso le penne su Twitter, a sua completa insaputa. Stavolta, però, la fonte autorevole della bufala, pur trattandosi di un "fake", avrà fatto spaventare non poco i lettori di tutto il mondo. Morale della favola? Scrittori, occhi aperti. Al giorno d'oggi le pugnalate dei colleghi arrivano via tweet. 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

7 Commenti
  1. sta robaccia degli account fasulli è l’unica pecca di un social network altrimenti interessante (rectius, l’unico interessante) come twitter…
    all’inizio c’erano gli account verificati, ora sono caduti un pò in disuso, ma sarebbe meglio tornare a considerare soltanto quelli muniti di tale “etichetta”…

  2. Beh, su Gabo non si scherza, nemmeno se sei Umberto Eco. E men che meno quello finto 😉

  3. Bufale del genere non sono una novità. Pare porti bene al non ancora defunto, che ne trae buoni auspici e di solito si diverte.
    False identità a parte, dissento dall’elogio di Vincenzo ai cinguettii del social network. Ben che vada rassicurano chi li emette, come quelli uccelleschi appunto, omogeneo al suo stormo.

  4. Finalmente qualcuno che critica twitter per altro che non sia la storia dei 140 caratteri..sono commosso..
    Dipende dall’uso che se ne fa, come tutte le cose.. c’e’ molta autoreferenzialita’ anche in certa narrativa prima ancora che su twitter..