Mondadori-Rcs: conseguenze e reazioni nel mondo editoriale

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La storia è nota: giovedì 19 febbraio Mondadori ha ufficializzato una manifestazione d'interesse non vincolante per l'acquisizione di RCS Libri. L'operazione riguarda l'intera partecipazione detenuta da Rcs MediaGroup in Rcs Libri, ovvero il 99,99% del capitale sociale. Le conseguenze, qualora l'acquisizione andasse in porto (ed è molto probabile) sono diverse, alcune facilmente immaginabili.

Stefano Bartezzaghi su Repubblica ha raccolto una serie di considerazioni sull'operazione, che dovrebbe valere circa 120 milioni di Euro e da cui emerge una prima conseguenza: se Mondadori acquistasse Rcs Libri, si andrebbe a formare un gruppo che occuperebbe il 40 per cento del mercato librario. Scrive Bartezzaghi:

Sotto la vastissima copertura di questo edificio colossale si ritroverebbe una quantità di marchi che sono trai più famigliari ai frequentatori delle librerie. Da parte Mondadori, oltre al marchio omonimo: Einaudi, Sperling & Kupfer, Harlequin, Piemme, Electa; da parte Rcs: Rizzoli, Bompiani, Adelphi, Marsilio, Sonzogno, Skira, Lizard, Sansoni, Fabbri.

Chi resterebbe fuori? «il Gruppo Gems (Garzanti, Longanesi, Guanda, Salani, Bollati Boringhieri, Chiarelettere), Feltrinelli, un editore storico come Laterza e poi Sellerio e la galassia della piccola editoria, vivacissima culturalmente ma economicamente altrettanto debole». Inoltre, secondo Bartezzaghi, un aspetto da non trascurare è capire come verrano gestite identità editoriali tra loro diverse (ad esempio, Einaudi e Bompiani) e quanta autonomia verrà garantita a ognuna di esse, nel pieno rispetto della storia e delle scelte editoriali che le caratterizzano.

Il sito de Il Libraio racconta come i marchi di Mondadori e Rcs, insieme, andrebbero a sfiorare il 70% nel mercato dei tascabili e il 25% nell'editoria scolastica. Stefano Mauri, ad del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol fa notare che l'operazione potrebbe diminuire la concorrenza e di conseguenza le aste tra case editrici. Lo scenario comporterebbe minori introiti per le agenzie letterarie e gli autori: «Gli agenti letterari che mettono all’asta i libri non hanno interesse a ritrovarsi con un unico contendente».

Il Fatto Quotidiano ha ipotizzato un retroscena che riguarda Adelphi, una delle case editrici più importanti e di qualità di Rcs Libri: in caso di acquisizione, Roberto Calasso e altri soci di minoranza, che detengono il 48% del marchio, potrebbero defilarsi. Anche L'Espresso precisa che Calasso dispone di un "diritto di prelazione" in caso di cambio di controllo azionariato in Rcs. Se lo scenario non sarà dei più convincenti, Adelphi potrebbe sganciarsi con l'obiettivo di tutelare la propria identità editoriale. 

Le reazioni sono arrivate anche dagli scrittori, in particolare dagli autori della casa editrice Bompiani che hanno promosso un documento sul Corriere della Sera in cui manifestano la loro preoccupazione sulle conseguenze dell'acquisizione di Mondadori. L'appello è stato poi sottoscritto da autori di altre case editrici. Tra i firmatari ci sono Umberto Eco, Michael Cunningham, Paolo Giordano, Sandro Veronesi che ha definito l'unione dei due gruppi «un'anomalia unica in Europa».

Anche il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha espresso i suoi dubbi in merito:

Sono molto preoccupato delle notizie che anticipano un possibile acquisto di Rcs libri da parte di Mondadori. Non c’è settore più delicato e sensibile per la libertà di pensiero del mercato dei libri. È legittimo chiedersi con preoccupazione come funzionerebbero le cose in un paese con un’unica azienda che controlla la metà del mercato, con l’altra metà frammentata in piccole e piccolissime case editrici. 

Luigi Mauriello

È un romantico nel senso fitzgeraldiano del termine. Nella vita scrive, beve caffè, va a caccia di refusi sulle locandine dei trasporti pubblici. Dategli uno spunto d'appoggio e con un paragrafo vi salverà il mondo.

4 Commenti
  1. Non che me ne intenda, ma a me sembra che la concorrenza tra case editrici sia venuta meno da molto tempo, ma non in senso necessariamente negativo. Ogni casa editrice ha una sua identità e un campo d’azione ben preciso – oltre che un pubblico cui rivolgersi.
    Il problema sorgerà forse nel momento in cui l’autonomia di ciascuna verrà messa in discussione…