Morrissey gay? Negli Usa censurano l’autobiografia

(photocredit: straight)

 

Niente fa più scandalo di un'autobiografia fatta (e pubblicata) come si deve. Nel caso di Autobiography di Morrissey, però, il successo di vendite e di attenzione sembra amplificato da un miscuglio davvero esplosivo. Il libro, che verrà pubblicato in Italia il prossimo marzo da Mondadori, si è dimostrato anzitutto un caso editoriale da record, con 37mila copie vendute nel Regno Unito durante la prima settimana. Sarà che si tratta di Morrissey e non di uno qualunque, sarà che le autobiografie vanno come il pane, sarà che la Penguin l'ha pubblicato nella collana dei classici per far chiacchierare un po' tutti, ma tra i tanti motivi di interesse un posto rilevante è occupato dalle rivelazioni contenute nel libro riguardanti la presunta omosessualità del cantante. Questi tanto agognati dettagli, però, sono inaccessibili per i lettori statunitensi, dato che la versione Usa delle memorie presenta qualche leggera sforbiciata. 

L'operazione di censura, rivelata dall'Independent, sta facendo il giro del mondo. I passaggi incriminati di Autobiography sono quelli in cui l'autore si è soffermato sui rapporti intimi intrattenuti con il fotografo Jake Owen Walters. Pur non trattandosi di descrizioni esplicite, sarebbe difficile equivocare l'attenzione riservata da Morrissey al racconto di una relazione portata avanti per due anni. Nell'edizione americana, Walters rimane nell'episodio di un rapporto a tre con Chrissie Hynde dei The Pretenders, mentre gli altri dettagli sull'intenso legame avuto con il leader degli Smiths sono minimizzati e sfocati. Forse negli states temevano che un Morrissey gay vendesse di meno o deludesse i lettori, invece sembra proprio che queste rivelazioni abbiano contribuito notevolmente ad amplificare il successo del libro, o almeno il clamore attorno alla sua uscita. 

Poiché la presunta omosessualità del cantante di Manchester si trova al centro delle discussioni da un bel po' di tempo, i chiarimenti inseriti di proprio pugno dal diretto interessato, seppur mai tradotti in blando outing, non sono solo una chicca per fan, lettori e impiccioni, né vanno attribuiti a mere ragioni di marketing, visto che Autobiography è il risultato di un lavoro che ha impegnato Morrissey per dieci anni e verosimilmente, malgrado la tendenza odierna a partorire memorie senza aver granché da raccontare, il libro va inteso come un'elaborazione quanto meno ponderata, proveniente da lontano. Mettiamoci, poi, che l'autore non è uno strimpellatore di quart'ordine ma un personaggio che, grazie ai propri meriti musicali, ha saputo ispirare più di uno scrittore, e viene da sé che questa autobiografia va al di là della semplice cassa di risonanza per polemiche, gossippate o lanci promozionali. Certo, l'ambiguità con cui Morrissey si riferisce alla componente gay delle memorie non aiuta (in una dichiarazione immediatamente successiva all'uscita del volume ha voluto specificare: «Unfortunately, I am not homosexual. In technical fact, I am humasexual. I am attrated to humans»), ma ciò, come in nessun altro caso, autorizza un editore a censurare le dichiarazioni di un autore.

Il discorso sugli americani bigotti sarebbe tanto facile quanto debole. Il taglio non va collegato solo a questioni di salvaguardia della moralità pubblica (formula che, ahimè, fa scappare da ridere, oggi) e neanche al desiderio di voler tutelare o redimere Morrissey, dal momento che è egli stesso a parlare di sé. È tutto un gioco di rivelazioni e non-rivelazioni, brani mantenuti e brani cancellati che serve a far parlare lettori, critici e giornalisti. Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Ecco, forse chi aveva le forbici in mano si è sentito un po' come Nanni Moretti e l'indecisione ha comportato una censura maldestra, se non grottesca, che fa parlare tutti quanti ma che, in buona sostanza, fa solo intristire, penosamente.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

4 Commenti
  1. La sessualita’ di Morrissey e’ da anni oggetto di gossip e di litigate tra fans semplicemente perche’ il diretto interessato non desidera altro. Possiedo l’intera discografia di Morrissey, ho perso tempo a scrivere di lui su varii siti, poi ho letto il libro….end of the romance! E’un bel libro, non ci sono dubbi, ma l’ autore non ha resistito alla solita voglia di piacere a tutti, quindi oltre al suo solito divertente spirito misogino, considero la misoginia un divertente gioco delle parti, ha dovuto aggiungere una decennale relazione con una donna, apparentemente inesistente. Immediato l’accapigliamento dei fans su un sito assolutamente non ufficiale, ma conosciutissimo, quindi, i pragmatici americani hanno preferito “tagliare”, infatti sono spariti non solo alcuni brani della relazione con Jake, ma anche la foto di quest’ultimo, cosi’ nessuno dovra’ interrogarsi sul come mai ci sia la foto dell’ex fidanzato e non della fidanzata….Mezzucci…Certe cose a Paul Weller non succedono, forse ha piu’ fiducia in se stesso.