Naked Girls Reading: libri letti da donne nude

(photocredit: thehappinessprojectlondon)

 

Si dice spesso e tanto che anche per il mondo dei libri una possibile ancora di salvezza sia costituita dalla performance. Libri, digitali e cartacei, come cd e mp3, presentazioni e reading come concerti, festival di lettura come festival musicali. Per provare a fronteggiare la crisi, l'evento dal vivo e l'enfasi della presenza possono, secondo molti, rappresentare la strada da percorrere. Una strada lunga, costellata di insidie e di dubbi, nella quale però si può scovare una formula vincente, o comunque di impatto immediato. L'evento con il libro rischia di essere noioso per una serie di motivi? Bene, allora perché non provare con l'evento con il libro e le donne nude?

So cosa può scattare. Mercificazione del corpo femminile, maschilismo, peggio-dello-zoo, è uno schifo, è una vergogna. Il fatto è che non si tratta propriamente di una maialata, ma di Naked Girls Reading, un'esperienza nata a Chicago nel 2009 grazie a un'idea della celebre artista burlesque Michelle L'Amour (lei, per capirci) e del suo compagnio Franky Vivid, arrivata nel Regno Unito dal 2011. In sostanza gli eventi, della durata di due ore e mezza, prevedono delle letture da parte di signorine svestite, che si esibiscono davanti a un pubblico variegato ma rigorosamente provvisto di abiti. Proprio grazie alla calorosa partecipazione dei sudditi della regina la fama degl spettacoli è cresciuta a dismisura, regalando serate tematiche di volta in volta differenti. 

Le lettrici si esibiscono in genere con trucchi, pose e acconciature tipiche degli spettacoli burlesque, basati in questa circostanza sulla lettura di un libro in particolare. Si va dalle storie dark, alle favole, passando per i volumi un tempo proibiti. A Londra la regina del Naked Girls Reading è Sophia St. Villier, che al Daily Mail ha rivelato dettagli interessanti sul pubblico di questi particolarissimi reading. Ci sono coppie, gruppi di amici e persone sole ma se negli spettacoli burlesque ad assistere è il 70% di donne contro il 30% di uomini, ad ascoltare lei e le sue colleghe mentre leggono accorre un pubblico equilibrato, per quanto riguarda il genere. E aggiunge: «Il commento più frequente che mi capita di sentire è che, trascorsi dieci minuti, molti dimenticano che siamo nude, perché vengono catturati dalla storia».

Alla lettura seguono poi discussioni, ad esempio sul perché un libro fosse stato in precedenza proibito. Dopo aver mostrato che si possono recensire i classici della letteratura da ubriachi, non dovremmo di certo stupirci se è possibile aggregare un pubblico di lettori davanti a delle lettrici senza veli. È ovvio che una discreta parte degli avventori sarà attirata più dalla nudità che dalle storie, ma può senz'altro essere un modo diverso e divertente per proporre la lettura dal vivo. Lo stesso burlesque, d'altronde, aggira con eleganza il pericolo della volgarità, proprio come un buon libro erotico può eludere gli esiti puramente pornografici di molta produzione da sempre in voga. Far convergere gli intenti della valida letteratura con quelli della valida performance può condurre a risultati piacevoli non solo sul piano superficiale ed estetico: può dare vita a una formula riuscita, laddove l'obiettivo era di restituire alla pratica della lettura il valore aggiunto della situazione. Che poi si tratti di donne discinte non so quanto debba far storcere il naso, proprio perché, come detto, si tratta di burlesque e non di un night club dove tentare di palpeggiare le ballerine di lap dance. A questo punto, è lecito domandarsi se anche l'Italia avrà il suo Naked Girls Reading e se, soprattutto, potrà avere il successo ottenuto altrove.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

6 Commenti
  1. Capisco che siamo ormai in un’epoca in cui usi e costumi del “passato” vengono continuamente stravolti, ribaltati, rovesciati, stagliuzzati, re-incollati… e sta bene. Il mutamento è sempre stato alla base del mondo. Ma che un’iniziativa del genere venga spacciata per un “invito alla lettura” mi sembra un tantino esagerato. Si tratta un puro e semplice spettacolo, originale fino a un certo punto, e come tale avrà certamente i suoi sostenitori e detrattori, ma… dovrebbe essere atto “far convergere gli intenti della valida letteratura con quelli della valida performance”?! Andiamo, questa frase assomiglia alle teorie scientifiche pure, basate unicamente su presupposti che non potranno mai verificarsi nella realtà: valida letteratura? valida performance? Mi chiedo se il temine “valido” non abbia cambiato significato senza che me ne accorgessi, o forse si è reso necessario diluirne la corposità per evitare di relegarlo all’infelice categoria dei “termini obsoleti”? Quanto più la “valida letteratura” e la “valida performance” mettono radici su vaste aree della compagine umana tanto più il loro significato pregnante e originario si diluisce fino a sbiadire in forme dai contorni indefiniti e indefinibili. Questa è (ed è sempre stata) la realtà concreta dell’umanità, e la situazione non è cambiata di una virgola, rispetto al passato. Una volta c’era un’ignoranza dilagante dovuta all’impossibilità di accedere al sapere. Adesso c’è un’ignoranza ancor più dilagante perché tutti possono accedervi con un “click”… o, ad esempio, tramite un Naked Girls Reading qualunque.
    Pur non mettendo in dubbio la buona fede e l’intento onesto di chi ha creato collaborato e aderito all’iniziativa, non credo che il risultato concreto sia quello di avvicinare le persone alla lettura (che rimane, a parer mio, un sacrosanto processo individuale e profondamente personale, e quindi non smerciabile a tutti i costi e con qualunque mezzo).
    Naked Girls Reading non è nulla di più di ciò che in questi tempi si produce ovunque in quantità smisurata: easy entertainment. Può piacere o meno, ma non ha neanche lontanamente il sapore, l’aspetto e il gusto di qualcosa di “valido” (nella sua accezione ormai obsoleta).

  2. @Silvia Grazie per il tuo contributo, anzitutto. Questa iniziativa non è ovviamente da considerarsi un invito alla lettura, o perlomeno non come potrebbero esserlo progetti e programmi specifici, di varia e discutibile efficacia (il primo e più recente esempio che mi viene in mente è quello della detrazione fiscale sui libri, ma ci si può riferire a qualsiasi altra iniziativa avviata dalla politica o direttamente dall’interno del mondo dell’editoria). Per come l’ho intesa io, ed è una considerazione del tutto personale e opinabile, uno spettacolo burlesque (che ho definito “valido” – forse utilizzando un termine vacuo – solo per contrapporlo a spettacoli che non si distinguono per il loro valore né sul piano estetico, né sul piano dell’intrattenimento) associato alla lettura con intenti non espressamente pedagogici ma, talvolta, indirettamente istruttivi (non possiamo escludere la possibilità che uno spettatore di queste serate si appassioni non solo alle curve delle lettrici ma anche alle stesse letture, proseguendo da sé l’esperienza con un autore o un tipo di storie in particolare) può essere accolto come un’esperienza felice ed efficace, se l’efficacia si misura in riferimento alla partecipazione, all’interesse e alla soddisfazione di chi partecipa.
    Un evento dal vivo, qualsiasi evento dal vivo, è perciò valido/efficace/riuscito a seconda dei propositi. Se l’intento di Sophia St. Villier e compagne è di aumentare il numero dei lettori nel Regno Unito, be’, la strada è lunga e l’obiettivo assai difficile da raggiungere. Se queste performance sono, per l’appunto, “easy entertainment” e leggerezza condita con un po’ di libri, il numero dei lettori del Regno Unito è probabile che non subirà grandi modifiche, ma oltre al classico “evento-con-il-libro” – come l’ho banalmente definito – ci sarà un altro modello che potrà essere seguito da chi vuole un po’ di sana frivolezza anche quando si prova a parlare di libri.