Nanni Moretti dà voce ai “Sillabari” di Parise

(photocredit: http://cineclandestino.it)

 

Alla notizia di Nanni Moretti che legge Parise per l'audiolibro dei Sillabari tutti ci sono un po' rimasti. Nanni Moretti? Ma, Nanni Moretti ha quella voce un po così. Poi uno si ferma, riflette, si convince e pensa: cavolo, chissà perché non l'aveva ancora fatto. Già, perché a pensarci Nanni Moretti è davvero uno dei più adatti ad un'opera del genere. La sua voce è inconfondibile, la sua esperienza cinematografica parla da sola e fa anche l'eco. E allora, perché no?

Sillabari di Goffredo Parise sono un'opera davvero particolare. Lo scrittore vicentino ne pubblicò una prima parte per Einaudi tra il '71 e il '72 (Sillabari n.1), mentre gli altri scritti tra il '72 e il 1980 uscirono per Mondadori come Sillabari n.2, poi Adelphi raccolse tutto in un volume nel 1984. Stando alle parole dello stesso Parise, si tratta di «tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi.» E infatti l'opera arriva fino a Solitudine.

L'audiolibro è uscito l'11 aprile, edito da Emons Audiolibri, e sul sito web della casa editrice è possibile ascoltare in anteprima tre racconti (BacioCarezzaEtà). Be', che dire, ad un primo ascolto la lettura di Nanni Moretti ci sta. Abituati a Dante e Leopardi letti da Gassman, di certo staremmo a trovare diverse pecche nella lettura del regista di Ecce bombo, eppure c'è da dire che la sua interpretazione convince proprio per questo suo sapore di novità e, perché no, di esperimento. Un esperimento che in tal caso si può assolutamente riproporre. 

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

2 Commenti
  1. Diavolo, mi viene da piangere, la voce di Moretti (che dai tempi del liceo ha il potere di farmi pensare all’estate) e i Sillabari (che è il mio libro preferito), delizioso! Anche se forse per le cose di Parise avrei preferito una voce più “veneta” e meno cinica….