New York, a literary journey, ovvero: il crowdfunding letterario

Ha 25 anni, si chiama Davide Piacenza, è un giornalista redattore di Rivista Studio e ha un sogno nel cassetto: un viaggio letterario sulle orme dei grandi classici della letteratura americana.
Come? Semplice: andando a New York, visitando le ambientazioni dei romanzi di J.D. Salinger, Capote, Wolfe (tra gli altri) e scrivendone un resoconto che, spera, potrà poi essere pubblicato.

Beato lui, direte voi, che può permettersi di mollare tutto e farsi una vacanzona con la fidanzata nella Grande Mela.
Invece no, non può permetterselo. Proprio per questo, ha deciso di affidarsi al crowdfunding e di contare sulla generosità dei lettori.

Si intitola New York, a literary journey, ed è un progetto ambizioso che ha scatenato non solo molte reazioni positive, ma anche alcuni commenti negativi.

Ma andiamo con ordine.
Davide Piacenza vorrebbe trascorrere 10 giorni nella Capital of the World ad aprile 2015. Con lui ci sarà la sua ragazza, Serena, che lo aiuterà a pianificare l'itinerario, a trovare i luoghi e a scegliere le migliori opere letterarie da prendere in considerazione.
Facendo due calcoli, dice, saranno necessari circa 1.800 dollari (più o meno 1400 euro) solo per il volo.
Il ringraziamento per i generosi donatori consterà nella possibilità di decidere quali libri e autori aggiungere alla lista e nel rimanere costantemente aggiornati sul viaggio tramite, a seconda del contributo, cartoline, video, GIF di ringraziamento, souvenir e altro ancora.

Chi non se la sente di contribuire in denaro, può provvedere a fornire una sistemazione a NY, passare a salutare autore e fidanzata, suggerire posti in cui mangiare e diffondere il progetto sui social (e non) come se non ci fosse un domani.

Ma parlavamo delle reazioni, poco sopra.
Ebbene, sulla pagina Facebook del progetto Davide Piacenza ha raccolto, oltre a una sessantina di "mi piace", un sacco di commenti non troppo entusiasti.
Da «algoritmo: lavorare-guadagnare soldi-risparmiarne alcuni-pagarsi da soli la propria vacanza. difficile eh?», passando per un ironico «effettivamente questa di scrivere dei luoghi letterari di new york è una iniziativa che ha del rivoluzionario» fino a «Una cosa ridicola. Lavorare e mettere da parte soldi per andarci è troppo complesso? Mi piacerebbe vedere in faccia i babbei che vi finanziano» a tanti, tanti altri (di seguito, un assaggio delle reazioni su Twitter).

 
Alle accese critiche, Davide ha risposto in questo articolo, spiegando il suo punto di vista e dando informazioni su come sta procedendo la raccolta fondi.

Faccia tosta o meno, certamente l'iniziativa è interessante se consideriamo l'apporto che i canali social possono dare ai nuovi progetti (letterari e non). Un tempo c'era Mecenate, oggi c'è internet.
Tutto sta nell'avere il coraggio di scendere in pista, giocare bene le proprie carte e… confidare nel buon cuore e nel buon gusto del Popolo del Web, come lo chiamano in tv.
Se poi la massa sappia riconoscere il Bello, nel bene e nel male, lo diranno i posteri.
Forse.

Valentina Simoni

Una laurea in giurisprudenza, ma da grande voglio fare la coccolatrice di akita. Dico cose che non dovrei dire. Scrivo cose che non dovrei scrivere. Leggo cose che non dovrei leggere. Feticista della grammatica italiana e lettrice compulsiva, bookaholic senza speranze, divoratrice di serie tv. Nel tempo libero ascolto musica classica, imparo a suonare chitarra e pianoforte e gioco a riordinare la mia libreria.

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