Orsacchiotto addio: ecco il coniglio che fa addormentare i bimbi

La scorsa settimana vi abbiamo raccontato come faccia bene la lettura, e soprattutto quella del papà, ai pargoli poco prima che si abbandonino nelle braccia di Morfeo. Giusto per rimanere in tema, oggi facciamo uno step successivo e vi presentiamo il libro che tutti i genitori vorrebbero (e vorranno), il libro-miracolo, quello che non c’è figlioletto indisciplinato che tenga: il libro che fa davvero addormentare i bambini!

Già qualcuno di voi, senza neanche sapere il titolo, sta guardando freneticamente su Amazon per procurarsene due o tre copie. Bene, il libro si chiama The Rabbit Who Wants to Fall Asleep ed è stato scritto  da Carl-Johan Forssen Ehrlin, consulente di comunicazione svedese. In Italia uscirà la prossima settimana, il 13 ottobre, per i tipi di Mondadori, ma nel Regno Unito ha già ottenuto un successo incredibile, affermandosi come un caso stupefacente anche agli occhi degli addetti ai lavori (Publisher’s Weekly, in un articolo di Rachel Deahl del 28 agosto scorso, recita: «The author of a heretofore unknown Swedish picture book, which mysteriously shot to the top of Amazon’s U.K. print bestseller list on August 13, now has a bona fide hit on his hands. The question that remains, though, is how Forssen Ehrlin’s 28-page book, The Rabbit Who Wants to Fall Asleep, became, literally, an overnight success»).

E non ho ancora detto la cosa principale, e cioè che l’illustrato che promette «di far tacere e addormentare anche il più capriccioso dei bambini» (cit. Ehrlin stesso) si è diffuso inizialmente tramite self-publishing. Solo in seguito allo straordinario successo, alla scalata della classifica di Amazon e ai commenti entusiastici dei tanti genitori che l’avevano testato, i diritti di pubblicazione sono stati acquisiti da Random House in USA (con una previsione di una prima tiratura di 300.000 copie) e Penguin Random House in UK, dove il libro uscirà venerdì in versione aggiornata e accompagnato dall’audiolibro.

Ma com’è che funziona e, più importante, funziona davvero?

La caratteristica principale sembra essere quella di un linguaggio studiato apposta per incoraggiare l’ascoltatore a rilassarsi e indurlo alla sonnolenza (una tecnica per provocare una sensazione fisica che ricorda quelle adottate nell’ipnotismo), oltre alla presenza nel testo di ordini velati ad addormentarsi. Il ripetere a più riprese, ad esempio, che il coniglio protagonista è «molto stanco» è proprio un escamotage per trasmettere anche all’ascoltatore una sensazione di pesantezza e il desiderio di abbandonarsi al sonno. A queste caratteristiche del libro, si deve aggiungere però anche un contributo da parte del genitore che legge, che deve mettere in atto una lettura melodica: una sorta di recitazione che prevede ad esempio di modulare la voce in tono differente a seconda di come sono scritte le parole (se in grassetto, vanno lette con voce energica, se in corsivo vanno sussurrate). La pratica di recitazione include anche il costellare la lettura – in punti strategici – di sbadigli, e il coinvolgere totalmente il bambino con la voce, in modo che non sia distratto dal voler guardare le figure (ma allora perché fare un volume illustrato?). Il libro è dedicato in particolare ai bambini di età prescolare, ma non ha successo solo con loro: Ehrlin ha dichiarato che funziona anche su se stesso, e così può valere per persone di ogni età.  

Il passaparola ha contribuito moltissimo all’affermazione del libro e sono tanti i commenti che genitori entusiastici hanno lasciato su Amazon e sul sito di Ehrlin, ringraziandolo per averli aiutati a domare finalmente anche i pargoli più reticenti. Qualcun altro invece è rimasto deluso: emblematico il caso della figlia di una giornalista del Washington Post, che, alla fine della lettura, ha candidamente – e sovversivamente – dichiarato di non essere «affatto stanca». 

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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