(Photo credit: Marco Vasini)
Tempo di lutto per gli amanti del libro, a Parma.
Chiude, infatti, la Libreria Battei. Lo ha annunciato il titolare, Antonio Battei, sulla Gazzetta di Parma e, ancor prima, in un’intervista rilasciata a Pramzanblog.
La Battei, racconta il titolare, è attiva da 140 anni, durante i quali non ha mai cambiato gestione, cosa che la rende unica in Italia. Situata in Via Cavour, in pieno centro storico, è stata la libreria amata da personalità di spicco quali Guareschi, Spadolini, Pertini, Andreotti, Feltrinelli, Bompiani, Fo e Giulio Einaudi.
Le ragioni che hanno portato a questa decisione, a sentire Battei, sono molteplici. Anzitutto è colpa del governo nazionale, che non si occupa di libri né di cultura. Segue un disinteresse a livello locale da parte del Comune e della Provincia nonché delle fondazioni bancarie.
Inoltre, tra gli altri problemi c’è il fatto che non sono più solo le piccole librerie a occuparsi della vendita di libri, rimpiazzate ormai da supermercati e grandi catene.
E le nuove tecnologie? È anche colpa di iPad, Kindle e ebook vari se si vendono meno libri di carta e copertina? Non secondo Battei che fa un paragone con la Svizzera, dove ci sono le stesse dotazioni elettroniche eppure si legge tre volte di più rispetto all’Italia.
«Ci sarà» dice «un motivo per cui si può andar d’accordo con un apparecchio di altissima tecnologia e anche con un bellissimo libro».
Battei definisce poi gli Italiani (e usa la prima persona plurale, per farlo) come un popolo di «presuntuosi e poco culturalmente avanzati». Non abbiamo l’amore per il libro che si ha in altre nazioni europee. Non più, almeno.
Battei ci parla di Spadolini, che quando entrava in libreria e prendeva in mano un libro lo accarezzava, lo fiutava, lo abbracciava. Se lo mangiava con gli occhi. Tutte emozioni che non si possono trovare, ad esempio, nei ragazzi che oggi frequentano l’università.
E di nuovo sottolinea che in Italia «si legge poco, pochissimo». Sì, perché dei 170 libri che escono ogni giorno, il 95% non venderà nemmeno una copia.
Cosa succederà in questo spazio storico? Battei non lo sa. Quel che è certo, comunque, è che non vi sorgerà una nuova libreria. Continuerà, invece, l’attività editoriale, cui lavoreranno quattro degli attuali dieci dipendenti.
Valentina Simoni







è tristissimo. e sottoscrivo ciò che dice battei.
“tempo fradicio e infecondo”