Pippa Middleton e la beffa del fuoco di paglia

(photocredit: entertainment)

 

Lei è la sorella che nessuna donna vorrebbe mai avere. Quella che il giorno del tuo matrimonio da sogno, mentre stai sposando un principe, ti ruba tutta la scena mettendo in bella mostra il suo di dietro, monopolizzando i fotografi e facendo passare alla storia il matrimonio di William&Kate come il giorno di "Hai capito Pippa…" Be', in questo mondo una giustizia dovrà pur esserci, anche se tinteggiata qua e là di vendetta e rancori personali. Perciò siamo sicuri che, di fronte al clamoroso flop del libro di Pippa Middleton, dalle parti di Buckingham Palace si sia sentito qualcuno sghignazzare. E ora cercherò di spiegarvi perché è giusto così. 

Riassumendo, Pippa Middleton ha avuto la brillante idea di pubblicare per Penguin un libro intitolato Celebrate, dove si spiega come organizzare una festa. Con tutto il baccano che la cognatina reale è riuscita a fare grazie al suo bel sedere, figuriamoci se il suo libro non finisce subito ai primi posti della classifica. Negativo. Nella settimana di lancio, Celebrate vende poco più di duemila copie, cioè niente, una miseria, una mazza. Con i mesi il trauma da flop viene riassorbito, ma ora la carriera letteraria di Pippa torna sulla scena grazie a una nuova notizia: lei e il suo agente David Godwin hanno interrotto i rapporti. E Godwin è quello che, barcamenandosi tra le varie offerte, è riuscito a rimediarle un contratto da seicentomila sterline. Ma ora, dopo un risultato tanto deludente, l'agente ha preferito levarsi dalle mani questa patata bollente. C'è da dire anche che Pippa non è intenzionata a impegnarsi in una seconda fatica letteraria, perciò né per lei né per Godwin aveva più senso continuare la collaborazione. 

La Middleton, però, non ha imparato molto dalla lezione e continua a dedicarsi alla scrittura grazie alla sua recente assunzione come giornalista di cucina per la rivista di Waitrose Kitchen, famosa catena di supermercati britannica. Questa parabola discendente deve far riflettere un po' tutti, specialmente i capoccioni del mondo dell'editoria. La vicenda di Pippa è un chiaro esempio di come, troppo spesso, ci si lasci ingannare – e si voglia ingannare gli altri – puntando tutto su un fuoco di paglia. La prevedibilità, il cavallo vincente studiato a tavolino portano nella maggior parte dei casi buoni risultati, ma il bello è che tante altre volte possono rivelarsi un bel buco nell'acqua, un investimento sbagliato. Personalmente provo un misto tra pena e goduria in questi casi, come quando l'acclamata stella del calciomercato estivo si rivela il pippone stagionale. E mi risparmierei la battuta su quanto possa essere azzardato puntare dei soldi su una che si chiama Pippa, perché il punto è un altro: stavolta Loro non l'hanno avuta vinta. Perciò, niente di personale Pippa, ma il tuo insuccesso è una vittoria per chi ha davvero a cuore i libri: piccolissima, ma importante.

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

2 Commenti
  1. Ottimo morale della favola.
    Non l’hai fatto perché sei un Signore, però qui c’era da dire “Non possono sempre vincere le Cinquanta Sfumature ECCHECCAZZO!!”.
    Ci siamo sfogati su Pippa e sul suo libro inutile e invenduto, però il discorso vale per tutta questa gente che pubblica solo come strategia per battere il ferro finché è caldo, come se scrivere un libro fosse solo un’attività collaterale per fare soldi e non per offrire al pubblico un prodotto degno!
    Ogni libro scritto perché di sicuro impatto ha solo fatto inorridire i puristi e dato da mangiare a quei quattro assetati di fuffa che amano comprare libri per leggerli sotto l’ombrellone e dichiararsi ‘acculturati’ perché impugnano volumi cartacei.
    LOL. Vabbè 🙂