Poetryclip: la poesia può tornare in televisione

(photocredit: pasolini.net)

 

Con ogni probabilità, l’ultima volta che in televisione abbiamo visto un poeta era quando passavano ancora la pubblicità con Tonino Guerra. Okay, okay, nel 2013 la poesia non interessa più a nessuno, siamo in un’epoca senza poeti e i libri di poesie si vendono al massimo ad amici e parenti. Bisogna mettersi l’anima in pace e cercare di trovare il risvolto poetico in Un posto al sole? Niente affatto, amici miei, perché finalmente c’è qualcuno che ha voluto riportare la poesia sul piccolo schermo e ha per giunta avuto il coraggio di farci un programma, Poetryclip.

Si tratta di una bella notizia non solo perché c’è qualcuno ancora disposto a parlare di poesia in televisione senza dover per forza ricorrere a Benigni, ma perché siamo di fronte a un esperimento tanto ambizioso quanto convincente. Poetryclip è un programma di Sandro Vanadia e Vanni Pierini che parte da un’idea di Stefano Ribaldi: realizzare dei videoclip di poesia. La lettura viene inserita in una piccola sceneggiatura e si accompagna a immagini e musica. In realtà è un po’ un ritorno alla forma originale della poesia, quella che veniva recitata nelle corti medievali, coi trovatori che strimpellavano mentre cantavano le lodi all’amata o alle gesta dei condottieri più gagliardi. Il programma è prodotto da Rai Educational e si divide in due puntate: una andrà in onda stanotte all’una, la seconda il 18 aprile, su Rai Tre. I poeti che hanno accettato questa sfida sono Silvia Bre, Corrado Calabrò, Maurizio Cucchi, Valerio Magrelli, Valentino Zeichen e lo stesso Vanni Pierini. Oltre alla loro interpretazione, ci sarà il contributo di Sandra Petrignani, Giorgio Albertazzi, Max Gazzè, Sebastiano Maffettone, Melissa P. e Paolo Villaggio, che interverranno per parlare del proprio rapporto con la poesia.

Certo, l’orario non è proprio dei più invitanti e si tratta solo di due puntate, ma è comunque un primo passo. Ci lamentiamo sempre di quanto la tv italiana sia diventata una pattumiera piena zeppa di programmi inutili arrivati grazie all’importazione pedissequa dei format anglosassoni. D’accordo l’intrattenimento e tutto il resto, ma quand’è che la tv tornerà a coltivare il senso critico dei telespettatori attraverso l’informazione ma soprattutto la cultura? C’era una volta quella televisione che insegnava l’italiano agli italiani e mandava in onda le interviste di Pasolini e Cammin leggendo di Vittorio Gassman. È ora che si ritorni a parlare un po’ di letteratura, perché altrimenti è inutile lagnarsi dei dati dell’AIE e dell’ISTAT sullo stato della lettura in Italia. Magari Poetryclip non rappresenta la soluzione, ma può costituire l’esempio-guida per tutti coloro che vorrebbero provare ma vengono dissuasi dalla retorica piagnona sul triste stato della cultura in questo Paese, sui finanziamenti che non ci sono più, sulla gente che legge solo Fabio Volo eccetera eccetera. Il momento attuale della poesia è emblematico proprio perché rappresenta il punto di maggiore distacco della società dalla letteratura, perciò partire dalla poesia ha un valore simbolico, di sfida. Il Libretto Rosa di Finzioni recita: «La lettura è sempre un fatto sociale», dunque non è così assurdo pensare che la letteratura possa ancora influire sulla società attraverso la televisione e i nuovi media, evitando di ridursi a un fenomeno di nicchia per smanettoni snob. Basta solo avere il fegato e la voglia di provarci, che diamine!

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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